Ernst Jünger: che cos’è la Tecnica?

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Secondo Ernst Jünger la Tecnica realizza la possibilità di mettere in moto (per i fini dell’Impero, aggiungiamo noi) la totalità della materia-energia dell’universo e in questo modo imprigiona l’uomo entro le proprie categorie, pur essendone a sua volta condizionata.

 


 

 

Si potrebbero portare molti esempi, ma è sufficiente osservare lo spettacolo della nostra vita nel suo esuberante dispiegarsi e nella sua disciplina implacabile, con le sue aree produttive fumanti e scintillanti di luci, con la fisica e la metafisica del suo traffico, i suoi motori, aeroplani e metropoli brulicanti di gente, per intuire con un senso di sgomento e di ebbrezza che qui non c’è un solo atomo che non sia al lavoro, e che questo processo delirante è, in profondità, il nostro destino. La Mobilitazione totale si compie da sé, essa è, in guerra come in pace, l’espressione della legge misteriosa e inesorabile a cui ci consegna l’età delle masse e delle macchine. Succede allora che ogni singola vita tenda sempre indiscutibilmente alla condizione del Lavoratore, e che alle guerre dei cavalieri, dei re e dei cittadini succedano le guerre dei lavoratori, guerre della cui struttura razionale e della cui implacabilità il primo grande conflitto del XX secolo ci ha già dato un’idea.

 

 

Tratto da: Ernst Jünger, La mobilitazione totale in Foglie e Pietre, trad. it. di F. Cuniberto, Adelphi, Milano 1997, p. 120

 

 

 

 


 

 

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