Bufale Gender, cap. 1: “Gli omosessuali sono discriminati perché non possono sposarsi”

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Una delle favole che ci raccontano – alla quale molti credono animati da buoni sentimenti di carità e giustizia, ma senza aver riflettuto criticamente sul problema e sulle conseguenze di certe pretese – suona più o meno così:
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Le persone omosessuali sono discriminate in quanto non hanno accesso all’istituto del matrimonio: devono quindi avere anche loro il diritto a sposarsi, come tutti gli altri“.
Falso. Non c’è alcuna discriminazione.
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Il discorso è semplice: il matrimonio comporta per sua natura la possibilità di adozione e in una coppia di adulti dello stesso sesso il bambino i vedrebbe ingiustamente privato di uno dei due genitori, padre o madre.
Nessuna discriminazione: non esiste – per nessuno (nemmeno per le persone eterosessuali) – il diritto al matrimonio con individui dello stesso sesso in quanto:
a) l’istituto del matrimonio non ha lo scopo di riconoscimento giuridico di un sentimento privato
b) l’istituto del matrimonio ha una funzione socialmente condivisa e strutturante: garantire protezione alla generazione degli individui e al proseguimento del genere umano e
c) ha la funzione socialmente riconosciuta di garantire il diritto di ogni bambino ad avere il proprio padre e la propria madre. Si veda anche l’art. 7 della Dichiarazione universale dei dritti del bambino.
Non si deve dimenticare che il diritto del minore è sempre prioritario su quello dell’adulto: il matrimonio comporta di per sé la possibilità di adozione e in una coppia di persone dello stesso sesso il bambino si troverebbe sempre crudelmente deprivato o del padre o della madre e questa è una violenza inaccettabile.
Alessandro Benigni
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Per approfondire: