Essere senza tempo

clessidra

Ci potevo arrivare anche con un banale ragionamento. Invece ho avuto bisogno di mille esperienze e di altrettante conferme. In questa vita siamo come un composto: il nocciolo è l’anima. Ma siamo fatti anche di coscienza, di ragione, di corporeità (o di ciò che percepiamo come tale, per essere più rigorosi). L’ignoranza o anche solo il trascurare uno di questi elementi provoca danni direttamente proporzionali all’atrofia della parte lasciata a se stessa. Ad ognuno il suo nutrimento: all’anima la preghiera, alla ragione il potenziamento cognitivo, alla coscienza l’esercizio del discernimento continuo, al corpo il riposo, l’alimentazione, l’esercizio fisico. L’elemento che più di tutti viene sottovalutato è spesso proprio il corpo: lo stress accumulato giorno dopo giorno,i ritmi inadatti alla ricerca del vero bene e della pace del cuore, le fatiche fisiche diventano ben presto psico-fisiche. Infettano ragione e coscienza, ovvero capacità di analisi e quindi di libera scelta in base ad opportune valutazioni. Quando la coscienza è infetta e la ragione è indebolita, sia per mia negligenza che per influssi negativi che provengono dall’esterno, l’anima ne risente. 

Ma dell’anima, nessuno si accorge, finché non è troppo tardi.
Stando al centro del nostro essere, assomiglia a quel frutto di cui contempliamo lo splendido colore, di cui odoriamo il seducente profumo, di cui assaporiamo la polpa gustosa, fino a quando tra i denti non arriva un nocciolo duro.
Non dobbiamo tralasciare nulla: tutto serve all’anima, mentre l’anima deve servire solo al Bene.
Senza equilibrio, siamo morti che camminano.
La cura del corpo – compresa la sua dimensione estetica: infatti si è belli quando si è veramente sani – e delle fatiche che ogni giorno accumuliamo senza adeguate valvole di sfogo – è essenziale per la nostra vita.
Intendo dire: per la nostra vita spirituale.

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Alessandro Benigni, Note minime, Giugno 2015