Perché Alfie deve morire

 

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Ormai è assolutamente chiaro che Alfie deve morire.

Lo faranno morire. Di fame, di sete, qualcosa s’inventeranno.

Vedrete.

Sono stati presi in contropiede, ma di fatto l’hanno sequestrato e faranno di tutto perché muoia alla svelta. E si volti pagina. Com’è stato per Charlie e per Isaiah.

Nonostante il Miracolo oggettivo – anzi forse a causa di questo – nonostante tutto il mondo abbia visto l’incompetenza di questi medici, le loro negligenze, l’assenza di diagnosi, le certezze propinateci sgretolate dalla realtà (avevano previsto che sarebbe morto in pochi minuti, eppure anche senza respiratore meccanico è ancora lì che lotta da parecchie ore, aggrappato alla vita e all’amore dei suoi genitori).

Nonostante tutto, una possibilità, l’unica, gli sarà negata.

Il giudice interpellato, a quanto sembra attivista delle “cause e dei diritti gay”, ha dimenticato il diritto alla cura di ognuno di noi, in special modo dei bambini, anche quando le diagnosi non lasciano speranze.

E chissenefrega se qui la diagnosi non c’è nemmeno: abbiamo visto anche questo. Un bambino trattato come malato terminale senza diagnosi, ne non muore nemmeno se gli si staccano gli apparecchi per respirare. Solo la nostra “filosofaMichela Marzano non l’ha capito, ma vabbé, questi sono casi tragicomici sui quali ormai nemmeno ci soffermiamo più. (Rimando per chi volesse provare un riso amarissimo al bell’articolo del dott. Renzo Puccetti appena apparso su Tempi, proprio sulla Marzano e sulla sua indecente bassezza argomentativa.)

Parlano di “accanimento terapeutico”, per un bambino che da – quante sono, venti ore? – respira autonomamente in braccio alla madre.

Dicono che tanto il cervello è compromesso.

Ma abbiamo casi di persone che hanno vissuto senza problemi senza il 90% del cervello. Contro ogni prognosi, contro ogni conoscenza scientifica, contro ogni logica (studio pubblicato sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet“, vedi sotto tra le note).

Dicono che non potrà guarire: ma un bambino malato di leucemia, dato per spacciato, è appena guarito. Anche qui: i medici non sanno dare spiegazioni.

Ora, logica vorrebbe che proprio per il fatto che non sai dare spiegazioni a maggior ragione non puoi permetterti di negare ad un altro essere umano la possibilità di sopravvivere.

No?

 

Fatto sta, che non vogliono che venga a Roma.

Nonostante sia cittadino italiano, ci sia un aereo pronto, un Ospedale che lo attende.

Come mai?

Che gli costa?

Che gli frega, visto che per loro è già morto ed è solo una spesa inutile?

Cos’è, agli arresti domiciliari?

 

Non solo non vogliono che si dia spazio ad un altro Miracolo (sì: parlo di una GUARIGIONE che – lo ricordo – è sempre possibile, per chiunque, come numerose altre guarigioni con prognosi altrettanto drammatiche hanno dimostrato, anche di recente: la storia della scienza medica ne è piena. Leggete, basta una banale ricerca).

No: il fatto è che non vogliono proprio proprio che sia curato.

Non vogliono che ci sia un precedente: che l’operato di medici, giudici e compagnia bella venga messo in discussione.

Non vogliono che una famiglia vinca la guerra per la custodia e la salvezza del figlio.

Non possono permettersi che acquistiamo fiducia.

Devono demoralizzarci: convincerci che ogni sforzo è e resterà inutile. 

Il braccio armato dell’Impero deve impartire quest’ultima lezione: siamo oggetti, nelle mani di un Potere che ci è sostanzialmente nemico. E se osiamo ribellarci i nostri figli ci vengono tolti. E noi tutti – sì, tutti: perché può capitare a ciascuno di noi – dobbiamo mettere in conto che ribellarsi sarà costoso.
Ci sarà un prezzo da pagare.
Molto alto.

E ormai è pure chiaro che quella “dell’eutanasia” è una volgare menzogna, con cui si vuole far passare l’idea che l’omicidio di Stato è accettabile, nel “best interest” dei malati. Sistema di ingegneria sociale, “Finestra di Overton“. Ricordate? Ci faranno accettare tutto, un passo alla volta. Giocando con la lingua. Infatti, non è nemmeno eutanasia, appunto: perché si parli di eutanasia ci vorrebbe almeno al richiesta del paziente o di chi ne fa le veci. Non è che si ti ammazzo con un gelato avvelenato è stata eutanasia perché non hai sofferto: ti ho ammazzato e basta, tu non volevi ed è solo un omicidio. Questo solo per mettere un punto sulla questione termino”logica”.

Ma nemmeno di questo si tratta, alla fine.

Alla fine quello che conta è la visione d’insieme: i deboli DEVONO morire. Chi si pensa (chi si decide) che non possa guarire NON DEVE NEMMENO ESSERE CURATO.

Ovvero: dobbiamo diventare bestie.

Bestie fameliche, assetate di sangue: come loro.

E’ questo il programma: farci diventare degli animali.

Sapete cosa vi dico? Non ci riusciranno mai.

Troveremo il modo di difendere e di difenderci.

Ci vorranno mesi, anni, secoli. Non lo so.

Ma non vinceranno.

Mai.

 

 

Alessandro Benigni

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Note

Fonti delle citazioni: “Gli esami a cui fu sottoposto lasciarono i medici di stucco: il suo cranio appariva invaso da liquido cerebrospinale, e la parte più interna del suo cervello appariva quasi completamente erosa. Rimaneva soltanto un piccolo perimetro di tessuto a fare “da contorno”. Il caso è noto e fu descritto nel 2007 in un articolo sulla prestigiosa rivista Lancet. In questi giorni Axel Cleeremans, psicologo cognitivo della Université Libre di Bruxelles, Belgio, ne ha parlato davanti all’Associazione di studi scientifici sulla coscienza, a Buenos Aires. Link

Inghilterra, bimbo di due anni in coma per un tumore si sveglia mentre i genitori stanno staccando la spina. Dylan Askin non aveva più speranze: colpito a soli due anni da una forma rarissima di cancro, l’istiocitosi polmonare a cellule di Langerhans, giaceva ormai da mesi nel suo letto d’ospedale senza più forze, senza che i suoi polmoni riuscissero a riprendersi, con la vita appesa ai macchinari che continuavano a farlo respirare. Link

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