Quali sono i diritti di chi si è vaccinato, di chi ancora non ha potuto e di chi invece non ha voluto? (Roberto Festa)

TIZIO SI È VACCINATO, CAIO NON HA POTUTO FARLO, SEMPRONIO HA DECISO DI NON FARLO

Domanda: quali sono i diritti di Tizio, Caio e Sempronio?

Immaginate una Comunità Libera del Nord – in breve, Colino –, in cui il governo garantisce la sicurezza dei cittadini e fa poco altro. Non c’è neppure un servizio sanitario nazionale, ma i cittadini pagano direttamente le cure sanitarie, ricorrendo ad assicurazioni private. All’assicurazione dei poveri provvedono grandi organizzazioni benefiche. A Colino le cinture di sicurezza e i caschi da motociclista non sono obbligatori. Il governo non ti protegge da te stesso. Tuttavia non puoi guidare ubriaco e neppure sfrecciare a cento all’ora nei centri urbani. Il governo protegge te da me e me da te. Insomma, Colino è un incantevole paradiso libertario. Colino deve affrontare la pandemia garantendo la libertà e i diritti dei suoi cittadini. I cittadini di Colino si dividono in tre gruppi, che chiameremo Tizi, Cai e Semproni. I Tizi si sono vaccinati, i Cai non hanno potuto farlo per ragioni mediche, i Semproni hanno deciso di non farlo, ciascuno per i suoi motivi, in cui nessuno può ficcare il naso.

L’evidenza disponibile, sulla quale vi è un vasto, anche se non unanime, consenso nella comunità scientifica, sostiene le seguenti affermazioni:

1) Il vaccino protegge dal contagio l’80% dei Tizi e dalla malattia grave il 95% di loro. Purtroppo alcuni Tizi si ammalano e muoiono perché non hanno sviluppato, per vari motivi, una buona reazione immunitaria. La maggior parte dei Tizi rimasti vulnerabili non sa di esserlo.

2) I non vaccinati, cioè i Cai e i Semproni, sono tutti vulnerabili al contagio e alla malattia.

3) In particolare, Caio è estremamente vulnerabile, sia perché non si è vaccinato sia per le ragioni mediche che gli hanno impedito di farlo.Ogni cittadino di Colino può avanzare pretese nei confronti degli altri. Se una pretesa è legittima, diremo che è un diritto.

Possiamo ora formulare la nostra domanda.

Quale pretesa possono avanzare Tizio e Caio nei confronti di Sempronio?

La mia risposta è che Tizio e Caio possono pretendere di frequentare i luoghi pubblici chiusi senza imbattersi in Sempronio.

La pretesa è giustificata dalle seguenti ragioni.

In primo luogo, il rischio di ammalarsi percepito da Tizio e Caio non è una loro fantasia, ma è un rischio reale, confermato dalla comunità scientifica. Questo rischio si accresce quando Tizio e Caio stanno a lungo vicini a Sempronio.

In secondo luogo, Tizio ha affrontato il piccolo rischio della vaccinazione per ridurre la probabilità di contagiarsi, ammalarsi e contagiare gli altri. In tal modo ha prodotto volontariamente un bene pubblico, aumentando anche la probabilità che Sempronio resti sano. Tizio non è un eroe, non pretende medaglie. Infatti, ha agito per il suo interesse personale e, in piccola misura, per accrescere quello degli altri. Rivendica solo il diritto di bersi un caffè con il gomito conficcato nel bancone di un bar, senza la compagnia ravvicinata di Sempronio.

In terzo luogo, Caio rivendica lo stesso diritto di Tizio, a ragione della sua estrema vulnerabilità al contagio e alla malattia grave. Sempronio non può avanzare alcuna legittima pretesa nei confronti di Tizio e Caio. Ma può ovviamente continuare la sua vita, con le limitazioni rese necessarie dal suo dovere di non stare vicino a Tizio e Caio in posti chiusi.

Roberto Festa

Roberto Festa è Professore ordinario in Filosofia della scienza e logica presso Università degli studi di Trieste