Maturità Emotiva (Luca Pani)

Se pensavate che invecchiare fosse sinonimo di saggezza e equilibrio mentale temo di darvi una brutta notizia. L’età anagrafica non ha niente a che vedere con la maturità emotiva che, invece, si riferisce alla capacità di un individuo di gestire e comprendere le proprie emozioni soprattutto in situazioni difficili, dolorose, complesse. Non è roba da poco perché questo tratto del carattere si associa in modo significativo con il benessere personale e persino, con tutti i limiti che questo comporta, con una parvenza di felicità. Come si ottiene allora? Il primo tratto che serve è la consapevolezza del luogo da cui si proviene perché le buone emozioni hanno radici lontane e potenti, poi bisogna essere capaci di ammettere quando si commettono degli errori e prendersi la piena responsabilità delle proprie azioni. L’ossessione di avere sempre ragione, non importa a quale costo, è un evidente indicatore di immaturità emotiva. Chiedere scusa richiede molto coraggio e, nel riconoscere le nostre debolezze, dimostra grande intelligenza emotiva. Anche se avete sbagliato e lo avete ammesso chiedendo scusa, un’altra cosa che va fatta è perdonarsi, sinceramente, per superare gli errori del passato. Quel che è stato, è stato. Dato che la maturità emotiva si consolida attraverso la percezione dai sentimenti altrui, bisogna imparare a riconoscerli. Se su tutte queste state già lavorando con successo siete a buon punto e potete concentrarvi sugli ultimi passaggi; ovvero essere onesti con voi stessi, imparare a chiedere aiuto quando vi serve e razionalizzare le paure e le ansie che vengono da situazioni dolorose e, soprattutto, bisogna cercare di separare le vostre emozioni dalle reazioni che potrebbero scatenare. Sembra difficilissimo ma, molto spesso, dipende da un solo fattore: dedicate tempo alla consapevolezza di voi stessi mentre vi osservate come se foste una terza persona. Imparate ad aspettare, niente impedisce la piena maturità emotiva più della fretta. (fonte)