Renzo Puccetti: “Se si comprende quello LGBT come un movimento religioso antitetico alla tradizione giudaico-cristiana, allora tutto è chiaro… “.

«Alla annuale processione gaya si è palesato un tizio in versione Gesù LGBT. La cosa ha fatto interrogare un noto politico circa i motivi che spingono ad offendere la sensibilità religiosa altrui. Cerco di dare qualche spiegazione:

1) intanto è sempre e solo la sensibilità religiosa dei cristiani ad essere offesa, perché ad offenderne altre i rischi aumentano.

2) Se si aderisce ad una setta religiosa, denigrare la fede contro cui ci si pone in competizione è un atteggiamento quasi naturale. Il movimento LGBT presenta i caratteri di una fede religiosa: sono annunciati dogmi indiscutibili, si presentano i simboli, ha i propri ministri del culto, i consacrati, i santi, i profeti ed i martiri. Svolge regolarmente i riti in locali ad essi adibiti. Ha i libri sacri, l’indice dei libri proibiti e applica regolarmente la scomunica contro i miscredenti e gli eretici. L’orgasmo è il sacramento principale. La conversione all’eterosessualità e all’identità sessuale biologica è apostasia dalla fede.

Se si comprende quello LGBT come un movimento religioso antitetico alla tradizione giudaico-cristiana, allora tutto è chiaro, almeno quanto è oscuro il destino dei cristiani, una volta che esso sia più o meno formalmente divenuto “religione di Stato”».

Post di Renzo Puccetti (fonte)


P.S. questo tipo di approccio è stato approfondito acutamente da Mary Tedeschi Eberstadt, laureata in Filosofia Politica alla Cornell University cum laude, scrittrice, autrice di articoli per Time, Wall Street Journal, First Things e molte altre testate. Il saggio di riferimento è senz’altro “It’s dangerous to believe. Religious freedom and its enemies” pubblicato nel 2016 da HarperCollins.