“Fenomeno Greta”: cosa si nasconde dietro le quinte?

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20 Dicembre 2019 – Alessandro Benigni

 

 

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Di solito accade il contrario. Prima scrivo sul blog e poi condivido sui social. Per questa volta invece prendo spunto da un mio recente post un po’ polemico e provocatorio (d’altra parte che senso ha stare sui social, con la censura che c’è, senza nemmeno divertirsi?) su Greta Thumberg, sulla psicosi climatica (indotta) dei nostri giorni, per tentare qui qualche riflessione un po’ più seria. Non tanto sul fenomeno “Greta”, ma su quello che in termini borsistici definiremmo sottostante, cioè sul valore reale delle azioni di cui ci siamo riempiti il portafoglio mentale.

 

Cosa si nasconde dietro le quinte?

 

 

Un piccolo passo indietro.

C’è da dire che probabilmente siamo già al punto finale della faccenda. L’hanno già detto, senza tanti giri di parole: chi non accetta la magica trasformazione delle ipotesi scientifiche in indiscutibili verità metafisiche va semplicemente curato. Ne avevamo già discusso qui: le tecniche ci sono. E sono pronte. E secondo la tecnica d’ingegneria sociale della “Finestra di Overton” ne stiamo già cominciando a parlare. Questo significa una cosa sola: avanziamo spediti verso il controllo totale. Controllo che passa e si realizza attraverso l’imposizione di dogmi nuovi, perché no, anche di natura climatica.

 

Scrive Roberto Marchesini su la Nuova Bussola Quotidiana:

Ci siamo. La tesi di uno psicoterapeuta bavarese: chi non si mostra «adeguatamente interessato all’imminente distruzione del mondo così come lo conosciamo» va curato. Ha «problemi psicologici» che richiedono una psicoterapia. Siamo allo psicoreato e all’ingegneria sociale nel segno del climatismo. Ci mancava solo questa. Sulla rivista della Camera Federale degli Psicoterapeuti (l’equivalente dell’Ordine degli Psicologi) della Baviera è comparso un articolo scritto dal giovane psicoterapeuta Fabian Chmielewski intitolato «La negazione dell’apocalisse. Affrontare la crisi climatica dal punto di vista della psicoterapia esistenziale». La tesi dell’articolo è semplice: chi non si mostra «adeguatamente interessato all’imminente distruzione del mondo così come lo conosciamo», chi non prova «la risposta emotiva appropriata» di fronte a questa «apocalisse» (cioè il panico, come suggerito dall’«attivista climatica Greta Thunberg»), va curato. Ha «problemi psicologici» che richiedono una psicoterapia.

 

Superfluo raccomandare la lettura del pezzo intero qui sopra citato: Marchesini è sempre tagliente ed illuminante. Vale la pena riflettere su quello che scrive.

 

Ora, un passo avanti.

 

 

 

Primo: chi pensa col proprio cervello, va curato

 

Quindi un primo dato: ci si sta muovendo – con grande anticipo rispetto a quello che avevo previsto – sul piano della cura-rieducativa. A suon di elettrodi nel cervello, i dissidenti vanno curati, ovvero ri-educati. Come per l’omofobia, come per il sovranismo, come per tutto il resto. Tra un po’  anche per la fede, ovviamente.

Cambio di marcia.

 

 

Ecco ora il mio post:

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Credo che si possa facilmente immaginare le polemiche che ha suscitato presso i lettori più “green“. E non mi sarei aspettato nulla di diverso, per carità. Quello che invece mi ha colpito è stato il seguito di commenti piccati provenienti non da lettori sconosciuti, ma da persone che stimo e che so di per certo a loro agio nel variegato mondo della scienza (senza l’acca finale).

 

 

 

 

Che cosa significa “previsioni scientifiche”?

 

Ecco allora che il caso Thumberg viene buono per riprendere una riflessione-minima sulla scienza in generale, sulla sua capacità predittiva, su ciò che è vincolante e su ciò che non lo è. E, soprattutto, da quello che può succedere quando si pretende di elevarla a verità intoccabile, di rango metafisico, in base alla quale isolare e punire i dissidenti.

 

Cerco di mettere in ordine, brevemente, alcuni punti:

  1. La scienza non è tutta incontrovertibile. Lo è una dimostrazione logico-matematica. Certo. Ma il resto è un work-in-progress (Fisica compresa). Lo mostra chiaramente la storia della matematica se paragonata alla storia delle altre discipline scientifiche. Faccio un esempio banale, per rendere l’idea: il teorema di Pitagora è lì, in perfetta forma, dal tempo dei pre-socratici (Pitagora di Samo nasce tra il 580 a.C. e il 570 a.C. e muore a Metaponto, nel 495 a.C. circa: il teorema a lui attribuito – l’enunciato, ma non la dimostrazione – era in realtà già conosciuto dai Babilonesi 2.000 anni prima della nascita di Cristo). E così vale per tutti gli altri teoremi logico-matematici dimostrati: si tratta di verità fuori dal tempo, che non dipendono dall’evoluzione delle tecniche e dei metodi di analisi / conoscenza / esperimento che possediamo. Non è lo stesso per la Fisica (ai tempi di Pitagora o prima ancora dei Babilonesi si osservavano il mondo e le stelle che abbiamo oggi, sì, ma se ne traevano immagini e spiegazioni ben diverse, e così via nel corso della storia del pensiero scientifico, con ipotesi esplicative sempre più raffinate e sempre contraddittorie rispetto alle precedenti). Lo stesso discorso vale per la biologia, la chimica, la medicina, etc. Chi andrebbe oggi a farsi curare da un medico della scuola di ParacelsoE lo stesso discorso vale per la scienza del clima. Le conclusioni di una dimostrazione matematica implicano un contenuto logico la cui sostanza non può essere negata senza cadere in contraddizione (logica, appunto), le conclusioni delle altre scienze invece no: sono, anzi devono essere contraddette per provare (empiricamente) se e fino a quando reggono e quando invece è il caso di abbandonarle perché ne sono state trovate di più plausibili. Scriveva Karl Popper, uno dei maestri dell’epistemologia contemporanea: “La scienza non è un insieme di asserzioni certe, o stabilite una volta per tutte, e non è neppure un sistema che avanzi costantemente verso uno stato definitivo. La nostra scienza non è conoscenza (epistème): non può mai pretendere di aver raggiunto la verità, e neppure un sostituto della verità, come la probabilità”. (K. Popper, La logica della scoperta scientifica). P.s. A fine articolo trovate un assaggio empirico di quanto Popper avesse ragione – proprio in riferimento al caso dei “cambiamenti climatici” e correlate disastrose previsioni.
  2. Se è vero quanto affermato qui sopra, come del resto osservava anche Larry Laudan rilevando che molte teorie scientifiche, un tempo considerate di successo, si sono poi rivelate non solo discutibili ma addirittura sbagliate (come per esempio la teoria medica degli umori, la teoria dell’etere, la teoria della forza vitale, la teoria della generazione spontanea, etc.), allora dovremmo chiederci per quale ragione gli attuali sistemi di misurazione, di analisi statistica, oltre che i modelli scelti e i punti di osservazione preferiti, dovrebbero implicare una verità incontrovertibile nelle scienze del clima. La climatologia – per non parlare della metereologia, che spesso non riesce a prevedere con esattezza nemmeno ciò che dovrebbe avvenire nell’arco di un paio di settimane, ahimé! – è scienza del probabile, del plausibile, ma non del necessario.
  3. Detto questo, non esiste (e non può esistere, stando a quello che abbiamo precisato sopra) alcuna certezza né sulle predizioni ma nemmeno sulle cause di quello che oggi viene classificato come global warming. Posto (ammesso, ma non concesso) che vi sia in effetti un riscaldamento globale straordinario e assolutamente certo (cosa da dimostrare, ma come abbiamo visto non si può) o del tutto plausibile (l’argomento è controverso anche in senso al ristretto gruppo di esperti), non è possibile stabilire con certezza assoluta se le cause siano antropiche o meno, se in altre parole tale riscaldamento – probabilmente anomalo – sia dovuto all’azione dell’uomo o ad altri fenomeni naturali (conosciuti e non conosciuti).
  4. Che cosa ne consegue? Questo significa forse che dobbiamo o possiamo continuare ad inquinare come se non ci fosse un domani? No di certo. E’ ovvio e perfino banale limitare l’inquinamento in ogni modo possibile, per motivi diretti ed immediati ed altri di medio – lungo periodo. Ma, detto questo, l’attenzione si dovrebbe spostare ad un altro oggetto di discussione: non è che per caso questa furia climatica – una vera e propria psicosi collettiva – è servita ancora una volta per padroneggiare l’opinione pubblica e orientare la spesa verso prodotti “green” inculcando l’illusoria convinzione che in questo modo si possa “salvare il pianeta”?

 

 

 

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La splendida illusione ottica surrealista di un pavimento di Manchester

 


Cosa potrebbe nascondersi dietro il bombardamento mediatico

 

Date queste premesse e queste parziali ma credo ragionevoli conclusioni, a me sembra che la posta in gioco sia molto alta e che in questo caso – come in altri – sia necessario sforzarsi di uscire dall’abbaglio ideologico per identificare un possibile stile, un atteggiamento razionale, di fronte alle emergenze reali o presunte, vicine o lontane che siano. Il rischio è quello – come sempre – di farsi manipolare come burattini mentre, magari mentre i problemi reali s’ingigantiscono e diventano via via sempre più difficili da risolvere – qualcuno trova il modo di fare un po’ di soldi alle nostre spalle e soprattutto a danno di chi verrà dopo di noi.

 

Sul caso “Greta Thumberg”, per esempio, cominciano già a fioccare i primi sguardi indiscreti di chi si ostina a cercare di capire cosa può succedere, realmente, dietro le quinte del grande palcoscenico mediatico che tutto divora e tutti ipnotizza.

Se volete, date un’occhiata qui:

  1. Greta Thunberg, ecco tutti i finanziatori dell’attivista svedese: allarmismo calcolato? (link)
  2. Dietro Greta la grande finanza mondiale che punta sul “Green new deal”. Un affare da 100 trilioni di dollari (link)

 

 

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Al netto della precisione e veridicità dello scenario che qui viene ipotizzato, quale resta l’ipotesi più plausibile? Non è che magari la narrazione della ragazzina (perché una bambina e non un grande scienziato?) che lotta per “la nostra casa” (quando invece si tratta di un condominio le cui parti spettano ad abitanti che con noi e con le nostre preoccupazioni non vogliono avere niente a che fare) comincia a vacillare? E’ credibile – come accennavo nel post – che tutto questo pandemonio “Greta Thumberg” si sia generato da sé, senza l’interessamento ed il finanziamento di grandi agenzie mondiali?

 

Detto questo, come promesso, un assaggio delle fantastiche previsioni degli scienziati, negli ultimi 50 anni.

 

Tenetevi forte.

 

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Alcune delle più eclatanti (e sbagliate) previsioni scientifiche sul clima

 

1967: “Una grave carestia entro il 1975”

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“È ormai troppo tardi perché il modo possa evitare un lungo periodo di carestia, secondo quanto affermato da un biologo dell’Università di Stanford lo scorso giovedì. Paul Ebrlich ha detto che la “stagione delle carestie” è alle porte e sarà al suo culmine e al massimo della distruzione entro il 1975. Ha dichiarato che la popolazione degli Stati Uniti è già eccessiva, che il controllo delle nascite potrebbe essere ottenuto rendendolo involontario e introducendo sostanze sterilizzanti negli alimenti di base e nell’acqua potabile, e che la Chiesa Cattolica Romana dovrebbe essere spinta a sostenere le misure di routine finalizzate al controllo della crescita della popolazione”.

Fonte: Salt Lake Tribune, 17 novembre 1967

 

 

1969: “Spariremo tutti in una nuvola di vapore blu entro il 1989”

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PALO ALTO, California – “Il problema con tutte le questioni ambientali” dice Paul R. Ehrlich, biologo delle popolazioni, “è che mentre aspettiamo di avere abbastanza prove per convincere la gente, moriremo”. […] Dobbiamo renderci conto che, a meno di essere estremamente fortunati, spariremo tutti in una nuvola di vapore blu entro 20 anni”.

Fonte: New York Times, 10 agosto 1969

 

 

 

1970: Un’era glaciale entro il 2000

Traduzione della parte in rosso: Gli scienziati prevedono una nuova era glaciale entro il ventunesimo secolo. L’inquinamento dell’aria può oscurare il sole e provocare una nuova era glaciale nei primi 30 anni del prossimo secolo […] la richiesta di acqua di raffreddamento prosciugherà l’intero flusso dei fiumi e dei torrenti degli Stati Uniti continentali.

Fonte: Boston Globe, 16 aprile 1970

 

 

 

1970: ‘L’America sarà sottoposta a razionamento dell’acqua entro il 1974 e a razionamento del cibo entro il 1980.’

Traduzione della parte in rosso: [L’ambiente] ha davvero bisogno di essere salvato. Ehrlich prevede che “Gli oceani saranno morti come il Lago Erie in meno di dieci anni”. […] L’America sarà sottoposta a razionamento dell’acqua entro il 1974 e a razionamento del cibo entro il 1980.

Fonte: Redlands Daily Facts, 6 ottobre 1970

 

 

 

1971: “Una nuova era glaciale è in arrivo”

Traduzione della parte in rosso: Il dottor S.I. Rasool dell’Amministrazione aeronautica e spaziale nazionale e dell’Università Columbia dice che “Nei prossimi 50 anni” le polveri fini che gli uomini emettono costantemente nell’atmosfera a causa della combustione dei combustibili fossili potrebbero oscurare una parte così importante della luce del sole che le temperature medie potrebbero calare di sei gradi. Se il trend continuasse per diversi anni “da 5 a 10” – secondo le sue stime – “tale abbassamento della temperatura potrebbe essere sufficiente a innescare un’era glaciale!”.

Fonte: Washington Post, 9 luglio 1971

 

 

 

 

1972: Una nuova era glaciale entro il 2070

 

Traduzione della parte in rosso (da una lettera di scienziati al Presidente USA): La conclusione principale è stata che un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza più grande di quanti sperimentati dalla civiltà umana, è una possibilità molto concreta e in realtà potrebbe avvenire molto presto.

Fonte: NOAA, Ottobre 2015

 

 

 

1974: “Una nuova era glaciale sta arrivando velocemente”

 

Traduzione del titolo: I satelliti spaziali mostrano che una nuova era glaciale si sta avvicinando velocemente

Fonte: The Guardian, 29 gennaio 1974

 

 

 

 

1976: ‘Il raffreddamento’

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Traduzione della parte in rosso: Il Raffreddamento. Così scrive Stephen Schneider, un giovane climatologo del Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica di Boulder, Colorado, che riflette il consenso della comunità dei climatologi (ah, il famoso consenso de Lascienza… NdVdE)[…] Nel 1974 Schneider e Bryson hanno provato a spiegare a un gruppo di decisori politici della Casa Bianca perché le condizioni probabilmente peggioreranno. Uno dei più deprimenti aneddoti del libro è la descrizione di Schneider del totale disinteresse che hanno suscitato i suoi avvertimenti.

Fonte: New York Times Book Review, 18 luglio 1976

 

 

 

 

1988: Le Maldive saranno completamente sommerse entro 30 anni

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Traduzione del titolo e della parte in rosso: Una minaccia per le isole. Il livello dei mari minaccia di sommergere completamente questa nazione dell’Oceano Indiano di 1.196 piccole isole entro i prossimi 30 anni, secondo le autorità. […] Ma la fine delle Maldive e dei loro 200.000 abitanti potrebbe avvenire prima se la disponibilità di acqua potabile si dovesse prosciugare entro il 1992, come previsto.

Fonte: Agence France Press, 26 Settembre 1988

 

 

 

 

1989: L’innalzamento dei mari ‘sommergerà’ le nazioni entro il 2000

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Traduzione del titolo e della parte in rosso: L’innalzamento dei mari potrebbe sommergere nazioni secondo funzionari USA. ONU – Un esperto funzionario ambientale delle Nazioni Unite dice che intere nazioni potrebbero essere spazzate via dalla faccia della Terra dall’innalzamento del livello dei mari se l’attuale trend di riscaldamento globale non verrà invertito entro l’anno 2000.

Fonte: Associated Press, 30 giugno 1989

 

 

 

 

2000: ‘I bambini non sapranno cos’è la neve.’

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Traduzione del titolo e della parte in blu: Le nevicate sono ormai solo un ricordo del passato. […] la neve sta iniziando a scomparire dalle nostre vite. […] I bambini semplicemente non sapranno che cosa sia la neve.

Fonte: The Independent, 20 marzo 2000

 

 

 

 

2004: L’inghilterra avrà il clima della Siberia entro il 2020

Traduzione della parte in rosso: Ora il Pentagono dice a Bush: i cambiamenti climatici ci distruggeranno. […] L’inghilterra sarà “siberiana” in meno di 20 anni. […] L’inghilterra sprofonderà in un clima “siberiano” entro il 2020. Conflitti nucleari, mega-siccità, carestie e rivolte diffuse emergeranno in tutto il mondo.

Fonte: The Guardian, 21 febbraio 2004

 

 

 

 

2008: L’Artico sarà privo di ghiaccio entro il 2018

Traduzione del titolo e della parte in rosso: Scienziato della NASA: siamo spacciati. […] Hensen, facendo eco al lavoro di altri scienziati, dice che nel giro di 5-10 anni l’Artico sarà senza ghiaccio in estate. Lo scettico climatico, Senatore James Inhofe, facendo riferimento a un recente sondaggio, ha dichiarato “Hensen, (l’ex vicepresidente) Ore e i media hanno sbandierato l’apocalisse climatica causata dall’uomo fin dagli anni ’80. Ma gli americani non gli credono più”. Ma il senatore repubblicano Ed Markey, ha detto “Il dottor Hensen aveva ragione. Dopo venti anni, lo riconosciamo come un profeta climatico”.

Fonte: Associated Press, 24 giugno 2008

 

 

 

 

2008: Al Gore avverte: l’artico non avrà più ghiaccio entro il 2013

 

Traduzione del titolo: Dieci anni fa, Al Gore predisse che la calotta polare artica sarebbe scomparsa. Inopportunamente, la calotta è ancora lì.

 

Ma… il ghiaccio è ancora lì:

Fonte: WattsUpWithThat.com, 16 dicembre 2018

 

 

 

 

 

2009: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2014

 

Traduzione del titolo: Gore: la calotta polare può scomparire entro l’estate del 2014

Fonte: USA Today, 14 dicembre 2009

 

 

 

 

 

2013: L’Artico sarà senza ghiaccio entro il 2016

Traduzione del titolo: La marina USA prevede che l’artico in estate sarà privo di ghiacci entro il 2016

Fonte: The Guardian, 9 dicembre 2013

 

 

 

 

 

 

2014: Abbiamo solo 500 giorni prima del “caos climatico”

 

Traduzione del titolo: Il ministro degli esteri francese: “Abbiamo 500 giorni per evitare il caos climatico”

 

Ma…

 

Traduzione del titolo: 500 giorni dopo che il ministro degli esteri francese aveva previsto il “caos climatico”, il pianeta è ancora sano.

 

 


L’elenco (peraltro non ancora completo) delle non proprio affidabilissime “previsioni scientifiche” è tratto da questo articolo.

Per inciso, non è che i quotidiani italiani, negli anni, siano stati da meno:

 

 

 

 

1989 – “La Repubblica”:

“DIECI ANNI PER SALVARE LA TERRA”

“E’ iniziato il conto alla rovescia per la Terra, dice il Worldwatch Institute. Entro dieci anni si dovrà porre rimedio alle modificazioni del clima, al buco nello strato dell’ ozono, al degrado del suolo e alla crescita della popolazione. Altrimenti il nostro pianeta entrerà in balia di mutamenti irreversibili, prima dell’ ambiente e subito dopo dell’ economia. Tra dieci anni, se nulla cambierà in meglio, avremo ormai superato il punto di non ritorno.” (Fonte)


 

2007 – “La Repubblica”:

Ambiente, due anni per salvare il mondo

“E le Nazioni Unite chiudono la conferenza portando a casa anche un altro risultato importante: un accordo per la salvaguardia delle foreste tropicali che permette di inserire nell’ elenco dei «buoni» da premiare i Paesi che invece di dover ripiantare alberi in luoghi privi di vita hanno conservato intatte le foreste pluviali cassaforte della biodiversità”. (Fonte)

 

 


 

2013 – “La Repubblica”:

“Dieci anni per salvare il pianeta”. L’allarme degli scienziati dell’Onu

“Le anticipazioni sul quinto rapporto dell’IPCC che sarà reso noto il 27 settembre. Il testo, 2.200 pagine frutto di 6 anni di lavoro di oltre 200 cattedratici coadiuvati da 1500 esperti, è ora al vaglio dei governi ma i numeri sono ormai definiti. Gli scenari previsti per la fine del secolo sono quattro. Nel più drammatico i mari saliranno di 62 centimetri e la temperatura crescerà di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986 – 2005: dunque sfonderà il muro dei 4 gradi rispetto all’epoca preindustriale” (Fonte)

 

 

 

 

 

 


“Science is the belief in the ignorance of the experts”

Richard Feynman (Premio Nobel per la fisica nel 1965)