L’uomo “immagine” di Dio. Riflessioni di Romano Guardini

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Cercare il senso di ciò che viene vissuto ed il valore di quanto accade sono compiti che richiedono molto impegno da parte di chi desidera interpretare la realtà. La condizione in cui viene a trovarsi l’esistenza umana in generale e la ricchezza della propria esperienza personale rappresentano vie percorribili con profitto per cogliere il senso ed il valore dell’uomo. Il metodo degli opposti, ovunque operante nell’indagine, consente la rilevazione degli elementi differenti e contrastanti esistenti nel cuore umano. Guardini nota due tendenze che nascono nello stesso tempo nell’età moderna, contrastanti tra loro e che si condizionano vicendevolmente: “L’uomo si stacca da Dio e pretende per sé indipendenza e autosufficienza. Tutto l’atteggiamento s’inasprisce fino all’aspirazione a destituire Dio, a rimuoverlo, anzi infine, secondo la parola di Nietzsche, ad “ucciderlo” … Però, nel contempo, l’uomo medesimo degrada sé stesso; cerca di dimostrare con tutti i mezzi di essere soltanto un frammento della natura, di discendere dall’animale, di essere fatto di materia”. (1)

Il suo porsi in ascolto di tutto ciò che vi è di genuinamente umano testimonia un atteggiamento di stima e di rispetto. Infatti egli rimane del parere che “la dignità dell’uomo rimane preservata al di là e al di sopra di lui. Egli vive, in ultima istanza, non da sé, ma, per così dire, discendendo dall’alto. E’ ‘immagine’ per natura. Appena si stacca da Colui di cui è immagine, perde il punto di riferimento della propria natura, il proprio onore e l’unità di misura della propria esistenza”. (2)

Guardini ha assolto in maniera precisa il compito di interpretare l’esperienza del proprio intimo per intendere l’autentica realtà che viveva dentro di lui e capire la linea interiore della sua esistenza. Essere realmente persona vuol dire avere consapevolezza dei propri compiti e delle proprie responsabilità, comprendere il proprio destino ed accettarlo. Tuttavia questo non è possibile realizzarlo se non vado incontro agli altri. Attraverso il rapporto con il tu che mi viene offerto dalle situazioni giungo a vivere in modo autentico: “Questo tu è, dapprima, l’altra persona umana alla quale mi lega il dovere e l’amore. Ma l’esistenza del vincolo personale attraversa e oltrepassa la persona umana. Il mio autentico tu deve essere assoluto, e l’aiuto più grande che posso offrire alla persona amata deriva dalla mia apertura verso il Tu assoluto. Ma dove è?.” (3)

 

 

 

 

 


Note

1) R.Guardini, Diario, Brescia, 1983, pp. 34-35

2) Ibidem, p. 35

3) Fenomenologia e teoria della religione, in “Scritti filosofici”, vol. II, Milano, 1964,
p. 295

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