Pronti a crederci?

 

 

 

La prossima volta metteranno in televendita una bambina di due anni.

Sarà un prodigio: invece di dire “mamma”, le sue prime parole saranno “riscaldamento-globale”.

E noi tutti saremo lì: pronti a crederci.

Con le nostre scarpe di plastica, dentro le nostre mutande di cotone chimico, al fresco dei nostri condizionatori sempre accesi, con i nostri occhiali “a realtà aumentata”, pronti a replicare all’infinito immagini virtuali, irreali, ottundenti, dai nostri telefoni inquinanti, via cavi ottici e fibre nascoste che bucano il pianeta ovunque, immersi in un campo magnetico planetario.

Ma tant’è: abbiamo voluto fare a meno di Dio. L’abbiamo ucciso, come Nietzsche aveva detto.

Quindi necessariamente la Ragione s’è eclissata, s’è dissolta.

E’ scomparsa.

E adesso il nostro – sempre per usare le sue parole – non è altro che “un eterno precipitare“.

Di teste vuote.

 

 

 

 

Alessandro Benigni

 

 

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