Perché regolamentare per legge la mercificazione della donna?

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Un altro terribile fronte di battaglia: la riduzione della donna ad oggetto, a merce umana. Anche questo fenomeno va collocato nel quadro più ampio della riduzione e mercificazione dell’umano, con lo scopo di rendere finalmente possibile un dominio assoluto dell’Impero ed un’estensione illimitata del consumo. Così vanno intese le più recenti proposte di “regolamentazione” della prostituzione. A parte il fallimento storico di tutti i tentativi del genere (sui quali c’è oggi ampia documentazione e fa riflettere – a questo proposito – che venga sistematicamente ignorata), ci si dovrà chiedere prima o poi se ogni aberrazione umana vada alla fine accettata e addirittura regolamentata per legge, per il solo fatto che non si trovano ancora le opportune strategie per curarla e portarla a redenzione.

 

Qui di seguito l’intervento di don Aldo Buonaiuto (Associazione Papa Giovanni XXIII):

“E’ vergognoso proteggere i clienti”

 

 

“E’ vergognoso che ci siano dei consiglieri regionali e parlamentari che vogliano aprire un albo delle prostitute. Addirittura proponendo alle donne di cui conosciamo la loro condizione di sfruttamento e quindi vendere il loro corpo, emettano fattura e paghino le tasse. In questo modo, invece di schierarci dalla parte delle vittime si vogliono proteggere i ‘clienti’, preoccupandosi di loro, mentre sono i primi responsabili di questo turpe mercato considerando che è sempre la domanda la prima causa di una grande offerta. Inoltre il termine ‘cliente’ è parola troppo nobile per definire coloro che vanno a comprare il corpo di ragazze e donne, in molti casi anche minorenni”. E’ quanto ha dichiarato da don Aldo Buonaiuto, sacerdote dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, da anni impegnato nella lotta per contrastare la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione. Il sacerdote, parlando dal palco del convegno “Giustizia Minorile”, organizzarto dalla Cisl alla presenza del presidente della camera Roberto Fico, che si è svolto oggi a Napoli, rivolgendosi al pubblico ha voluto fare un appello affinché il progetto di legge depositato in Commissione Sanità del Consiglio Regionale – che prevede la regolamentazione della prostituzione anche attraverso l’istituzione di un cosiddetto “albo professionale” – venga respinto.
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