Come fabbricare episodi di razzismo (vero) in 5 mosse

  1. Denuncio ogni giorno “attacchi razzisti” – quando evidentemente non lo sono
  2. Trascuro ed ignoro sistematicamente gli attacchi quotidiani agli italiani ad opera di extracomunitari
  3. Minimizzo i gravissimi crimini commessi nei confronti degli italiani, anche i più efferati
  4. Sbeffeggio, insulto, denigro in ogni modo i cittadini che non si riconoscono nel programma di immigrazione coatto.
  5. Ottengo – prevedibilmente – reazioni scomposte. Tra queste, le teste calde perderanno inevitabilmente il senso del limite e sfogheranno la loro frustrazione con sbotti “razzisti”, magari sui social network (in modo che possano essere facilmente ripresi dagli “osservatori” più “attenti” ed adeguatamente propagandati come “ulteriori episodi di razzismo” – a conferma della tesi iniziale che si voleva dimostrare).

Et voilà, il gioco è fatto: si ripetano i 5 punti in modo costante, aumentando di volta in volta la percezione sociale di ciò che viene così creato artificialmente dal nulla.

Così, con un po’ di marketing e retorica, abbiamo creato il razzismo vero.

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Alcune immagini che fanno riflettere:

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Leggi anche: “I veri fascisti sono coloro che denunciano un fascismo inesistente.”

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I veri propinatori e cantori dell’odio sono quelli che parlano senza un minimo di logica. La logica è amica, ancella della pace. La retorica sofistica muove lo stomaco di tutti ma soddisfa gli interessi solo di qualcuno: è nemica della pace vera.

Logica e retorica portano rispettivamente a verità e follia.

Decidete voi da che parte stare.

Alessandro Benigni

(da’ un’occhiata anche ad Ontologismi !)