A chi e a cosa serve davvero “l’ibrido uomo-pecora”?

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Ed è già il secondo ibrido, dopo il maiale-uomo.

In qualche modo era nell’aria. Ma prima ancora nella logica delle cose: il percorso è chiaramente segnato, la strada stabilita, l’agenda in atto. Da tempo. E in modo palese: da quando la furia animalista (teleguidata da chi ha interesse nell’innalzare la “dignità” degli animali, abbassando contemporaneamente quella dell’essere umano) ha invaso con tutta la sua forza dissacrante il sentire comune e cominciato a rimodellare, dettaglio dopo dettaglio, l’immagine che l’uomo ha di se stesso.

Gli animali diventeranno umani, e gli uomini animali. Alla fine, troveranno il modo per cancellare ogni differenza e creare un esercito di Untermenschen: non si è già ricominciato a parlare di schiavi?

Il discorso sarebbe lungo (avevo iniziato a parlarne qualche mese fa utilizzando l’immagine della “monade-animale”, vedi qui sotto), per ora fermiamoci agli ultimi fatti.

La notizia è di ieri – 19 Febbraio 2018 – e non mi stupisce affatto: “Creato in Usa embrione ibrido pecora-uomo” (Corriere della Sera).

La manipolazione genetica è solo la punta dell’iceberg di ciò che si nasconde dietro l’odierno dominio delle Tecnoscienze sull’etica e quindi sul destino dell’uomo. E’ da molti anni che si parla ormai di clonazione, di modificazioni genetiche profonde, di ibridismo, perfino sono stati fatti esperimenti su uteri artificiali (La Repubblica, ma si legga anche qui – la notizia dell’esperimento, poi “interrotto” (?) è del 10 febbraio 2002! – e qui) ed è chiaro che nessuno sa esattamente cosa le grandi Case Farmaceutiche stiano sperimentando nel segreto dei loro laboratori ed è del tutto plausibile che conosciamo solo una piccola parte di ciò che a loro conviene farci sapere, secondo il già collaudato schema di Overton.

Di fronte a questa spettacolare avanzata, che nella sua forza travolge tutto e tutti in grande velocità (a proposito: quante sono le assonanze con il Blitzkrieg del secolo scorso?), un dato sembra emergere con chiarezza: lo strumento di dominio consiste nel metterci di fronte al fatto compiuto, nel proclamare solennemente un limite – che nei fatti è già stato infranto: “ci fermiamo qui” e nel rimandare la discussione etica posticipandola al prossimo passo in avanti “siamo distanti dall’ottenere risultati … ne riparleremo“.

E intanto?

 

 

Il punto della questione è che l’Etica – e quindi la discussione razionale su ciò che si può / non si può fare – deve precedere e non venire dopo l’azione delle Tecnoscienze.

 

 

Se leggete l’articolo – che in altri tempi avrebbe destato una decisa protesta degli intellettuali, a livello planetario – s’intuisce perfettamente: nessuno osi avanzare nessun dubbio etico, men che meno nessuna critica: qui si tratta di salvare vite umane.

Ma le bugie hanno le gambe corte e la schizofrenia di questo ragionamento (che è in realtà una posizione di Dominio su tutti noi) è presto svelato: da una parte si proclama l’assoluta dignità degli animali e in tanti sono pronti a strapparsi le vesti per quattro scimmie che hanno respirato per qualche ora un po’ di quello che noi respiriamo tutti i giorni, mentre dall’altra si afferma che gli animali non solo possono ma devono (dovranno, certamente) essere utilizzati per ospitare organi …. ooops, volevo dire: pezzi di ricambio per i corpi umani.

Con il fatto evidente che creare un ibrido (di qualsiasi livello stiamo parlando) significa definitivamente porsi di fronte non solo ad una manipolazione commerciale senza precedenti ma alla creazione di una nuova specie vivente: e non di una qualsiasi, perché si tratta di quel famoso anello mancante che consentirà una volta per tutte di spazzare via la differenza tra umano e non umano.

Logicamente: verranno tempi in cui direttamente esseri umani “speciali” verranno creati per trapiantare organi sui Signori di questa terra.

Che Dio ci aiuti a rimettere in moto il cervello.

 

 

 

Alessandro Benigni

 

 

 

 

 

 

 

 


P.s. Di questo delirio collettivo (imposto dall’alto) e degli scopi reali che si nascondono dietro la “lotta per i diritti degli animali” o dietro il paravento della “cura“, avevo già parlato in queste riflessioni:

Contro il naturalismo riduzionista

Se l’uomo è “uguale agli animali”, come andrà trattato?

Che differenza c’è tra uomini e topi?

Il Neo-darwinismo, anticamera del Nichilismo

Perché gli animali non hanno diritti

Supremazia delle scienze? Fine dell’etica

Della monade-animale

 

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