Ugo Perone: due modi possibili di leggere Feuerbach

 

 

UgoPerone

 

 

Ugo Perone, storico della filosofia di formazione cattolica, è stato allievo di Luigi Pareyson e professore di Filosofia teoretica e di Filosofia morale presso le università di Torino, “Tor Vergata” e del Piemonte Orientale.Nel 2006 ha fondato la Scuola di Alta Formazione Filosofica (SdAFF) di cui è direttore; è presidente dell’Associazione Italiana per gli Studi di Filosofia e Teologia (AISFET) e membro del direttivo nazionale della Società Filosofica Italiana (SFI). Nel brano che segue, mettendo in evidenza due possibili modi di leggere Feuerbach, Perone sembra privilegiare un rapporto di continuità con il pensiero hegeliano incentrato sulla relazione finito/infinito.

 


 

 

I vecchi cannocchiali a baionetta possedevano una singolare proprietà: non solo infatti consentivano di fornire un’immagine avvicinata o allontanata dell’oggetto puntato, ma anche, con l’estrazione progressiva delle varie lenti, evidenziavano i diversi passaggi di quest’operazione di rimpicciolimento o di ingrandimento. La filosofia di Feuerbach può essere considerata uno di questi passaggi intermedi.

Posto che con Hegel si sia pervenuti a un equilibrio emblematico per l’intera modernità, Feuerbach rappresenta il primo anello di una catena che produce la messa in crisi di questo equilibrio. Ciò che è particolarmente interessante non è, tuttavia, solo che, per la prima volta, possiamo assistere, attraverso Feuerbach, per cosí dire, al movimento stesso con cui la filosofia hegeliana mette in crisi la propria sintesi, ma il fatto che questo momento di rottura, proprio come attraverso il cannocchiale, può essere letto in due direzioni diverse, in un gesto che produce alternativamente l’allontanamento o l’avvicinamento del proprio oggetto.

Il procedimento di riduzione è quello che situa Feuerbach come un anello della catena che va da Hegel a Nietzsche; il procedimento di ingrandimento, viceversa, situa Feuerbach dentro lo stesso problema di Hegel – il problema della relazione finito/infinito – e lo colloca cosí entro una questione che è anche nostra, e che segna il presentarsi della modernità.

 

 

(L. Feuerbach, Finito e infinito. Antologia degli scritti, a cura di E. Guglielminetti e U. Perone, SEI, Torino, 1992, pag. 1)

 

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