E’ la volta buona? Paolo Crepet interviene sul caso Giancarlo Ricci

 

Forse è questa la volta buona? 

L’Ordine dei Medici è nudo. Ormai è chiaro a tutti, anche ai non addetti ai lavori: dovrà fare marcia indietro. Questa volta, la misura è colma. Personalmente, spero che abbia la decenza di aggiungere tante scuse. Pubbliche. Perché davvero, col caso Ricci, ha davvero superato ogni limite.
E’ così che a quanto pare l’ultima pressione indebita e tentativo di condizionamento – se non di censura – operato su chi non si allinea al “pensiero unico” è destinato a rivelarsi un vero e proprio boomerang.

Ma il dato rilevante è un altro. L’importante è che – finalmente! – non sono più solo gli Psicologi cattolici a protestare. 

Chi sono coloro i quali lanciano accuse a Ricci?

Come mai i nomi non vengono fuori?

Perché il ragionamento è fin troppo facile: oggi tocca a loro, ai medici e agli psicologi cattolici. Domani a chiunque osi proporre una prospettiva divergente dall’Agenda LGBT.
Ma se gli Psicologi sono imbavagliati, delle due l’una: o abbiamo trovato una Verità suprema, di ordine metafisico, rispetto alla quale tutti siamo e saremo obbligati ad adeguarci, oppure si tratta – più realisticamente – di un tentativo di imporre un pensiero unico. Ovvero: un ulteriore passo in avanti di una vera e propria dittatura ideologica che è nemica non solo della libertà, ma anche della scienza e della convivenza civile.

Ideologia, appunto: che però con Psicologia non ha nente a che fare. Anzi, sono l’una nemica dell’altra: dove s’impone un pensiero unico muore non solo la Psicologia, ma la Scienza stessa. E di seguito: Etica e Democrazia, vanno a farsi friggere.

L’argomento è semplicissimo, perfino banale.

E dunque è giusto protestare, ora, prima che sia troppo tardi.

 

Alessandro Benigni

 

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Spazio bianco

 

 

Leggiamo l’ottimo intervento di un professionista il cui nome è conosciuto da tutti, credo: Paolo Crepet. Omofobo pure lui?

Spazio bianco

 

 


Caso Ricci-Lgbt, per Crepet: “Su mamma e papà siamo al processo di Galileo Galilei”

11 maggio 2017  Americo Mascarucci – Fonte: IntelligoNews

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“Servono mamma e papà per una crescita essenziale e costruttiva di un bambino”. Per questa frase lo psicoterapeuta e psicoanalista milanese Giancarlo Ricci sarebbe sotto procedimento disciplinare dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia dopo che contro di lui si sono scatenate le organizzazioni Lgbt. Le frasi sarebbero state pronunciate durante un dibattito nel programma di Rete 4 Dalla Vostra Parte. Naturalmente molti sperano di tratti di una incomprensione, e altri si chiedono se sia ancora concesso in Italia ad un medico o ad uno psicologo esprimere opinioni non propriamente in linea con quello che è considerato il “pensiero unico” e che porta quasi a considerare come un dogma affermare che un figlio può crescere all’interno di una “famiglia omogenitoriale”. Intelligonews ha chiesto un parere in merito allo psichiatra Paolo Crepet.

Ricci è sotto procedimento disciplinare per aver sostenuto in diretta Tv che un figlio per crescere ha bisogno necessariamente di un papà e di una mamma. Fa bene a processarlo l’ordine degli psicologi della Lombardia?

“E’ assurdo. Gli psicologi come tutti hanno le loro opinioni, non sono soldatini di un esercito. Qualcuno potrà avere opinioni diverse, però ogni professionista nell’ambito della sua attività ha il diritto di pensarla come crede. Questa è una questione di democrazia. Se si nega questo principio, si nega la democrazia. Stiamo arrivando al paradosso che fra poco non si potrà più nemmeno parlare. Io sono abituato a dire le cose che penso e ho sempre pagato per quello che ho detto senza timori.

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Caso Ricci-Lgbt, per Crepet: 'Su mamma e papà siamo al processo di Galileo Galilei'

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Quindi è solidale con Ricci?

“Certamente. Ma davvero possiamo pensare che l’Ordine degli Psicologi possa dire agli psicologi come devono pensarla? Ma dove siamo? Neanche durante il Fascismo si vedevano cose simili”.

Ma la psicologia alla fine è scienza o opinione?

“La professionalità è basata su più opinioni personali. Altrimenti siamo al processo di Galileo Galilei. Anzi, addirittura pure in una fase precedente. Anche la Chiesa ha riconosciuto di aver sbagliato con Galilei. Chissà che non lo faccia anche qualche ordine professionale. Ma poi, mi scusi, ma quale sarebbe l’opinione sbagliata?”.

Ricci è contro l’omogenitorialità e per mamma e papà essenziali per il bambino.

 

“E dov’è lo scandalo? Certo che è così! Dove nasce un bambino? Sotto un cavolo forse? Io sono favorevole ai diritti degli omosessuali ma qui i diritti non c’entrano nulla. Che l’Ordine abbia aperto un procedimento disciplinare per questa cosa mi sembra davvero incredibile”.

A lei è mai capitato di subire ammonizioni o procedimenti disciplinari per aver espresso delle opinioni professionali?

“Altro che! Ci hanno provato anche recentemente. Una volta chiesero che io fossi radiato perché avevo affermato che una donna che aveva ucciso i figli annegandoli aveva un problema di depressione che doveva essere curato. Questo mi è costato l’abiura da parte della Società italiana di Psichiatria. Io sono felice che sia stato così, perché mi ha dimostrato che in quella società forse ci sono persone che non sanno nemmeno cosa sia la depressione. Tutto questo per aver affermato che i servizi psichiatrici che seguivano quella donna avevano fallito”.


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