Silvana De Mari: l’omofobia è un diritto umano

 

Riprendiamo una riflessione di Silvana De Mari, che condividiamo e sottoscriviamo. Con quale diritto si vuole impedire ad una persona di provare avversione o fastidio per pratiche che provocano appunto avversione o fastidio? E che fine ha fatto la libertà di parola e di espressione? Se io considero cattiva una determinata pratica, oltre che pericolosa e degradante, perché non posso dirlo?  Perché devo essere censurato quando affermo che l’omofobia è un trucco, un’invenzione che stanno utilizzando per farmi tacere ed ottenere altri scopi, ben diversi dalla “protezione delle minoranze” o altre sciocchezze del genere? Un conto è combattere le discriminazioni, gli attacchi fisici, gli insulti. Un conto è impedire o peggio punire la libertà di parola e di espressione, con la scusa che “qualcuno potrebbe offendersi”. Bene: anch’io mi offendo. Se mi riducono la libertà di parola mi offendo, tantissimo. Come la mettiamo?

Leggiamo.

 


 

 

Pillole di scienza

10753_1406929846221499_250518708_nSIFILIDE E OMOSESSUALITA’. Le numerose recenti epidemie di sifilide primo-secondaria registrate specialmente nell’Europa occidentale vedono come principali fattori di rischio: l’omosessualità (45-90%) – l’essere occidentali – il sesso anale non protetto – il ruolo del sesso orale (unico fattore di rischio nel 50-60% dei casi ). Questi dati sono confermati da alcune casistiche europee. Nella casistica della città di Manchester (9) (10) : il rischio era solo sesso orale in 19/39 nuovi casi di sifilide in omosessuali (2001) – tra i 414 casi osservati il 61% pensava che il sesso orale fosse a rischio ma non usava il preservativo (2003). In una casistica della città di Londra (2004) il sesso orale era l’unico fattore di rischio in 53/103 omosessuali con sifilide (51%). Come noto, inoltre, le lesioni ulcerative della sifilide facilitano l’ingresso dell’HIV (rischio 2-5volte più elevato). Come risulta dalla letteratura, la coinfezione sifilide-HIV negli omosessuali ha una prevalenza, nelle diverse casistiche, dal 10 al 70% (50% casistica di Parigi)(41); è segnalato anche un aumento di incidenza lesioni primitive sifilitiche al cavo orale. Le linee guida del CDC di Atlanta 2006 mostrano come gli uomini omosessuali siano una popolazione ad alto rischio per l’infezione da HIV in quanto più propensi a comportamenti sessuali non sicuri. Negli ultimi 10 anni si è registrato un continuo aumento di sifilide e uretriti in questa popolazione. Consigliamo quindi di eseguire sierologia HIV, lue, clamidia ogni 3-6 mesi e di promuovere l’uso del profilattico. (Negrosanti)

 


Bibliografia

Workowski KA, Berman SM. Sexually transmitted diseases treatment guidelines, 2006. MMWR Recomm Rep. 2006 Ago 4;55(RR-11):1-94.
Imrie J, Lambert N, Mercer CH, Copas AJ, Phillips A, Dean G, Watson R, Fisher M. Refocusing health promotion for syphilis prevention: results of a case-control study of men who have sex with men on England’s south coast. Sex Transm Infect. 2006 Feb;82(1):80-3.
Hansdotter F, Bratt G, Edlund M, Velicko I, Pettersspn F, Karlsson A, Blaxhult A. [Increase of syphilis among men who have sex with men]. Lakartidningen. 106(1-2):32-5. 44.Giuliani M, Palamara G, Latini A, Maini A, Di Carlo A. Evidence of an outbreak
Tai E, Sanchez T, Lansky A, Mahle K, Heffelfinger J, Workowski K. Self-reported syphilis and gonorrhoea testing among men who have sex with men: national HIV behavioural surveillance system, 2003-5. Sex Transm Infect. 2008 Nov ;84(6):478-82. 14. Workowski KA, Berman SM. Sexually transmitted diseases.


 

In attesa che gli autori delle ricerche riportate vengano denunciati per omofobia ed espulsi dall’ordine dei medici, prendiamo atto che la pericolosità medica del comportamento omoerotico maschile è grave ora, figuriamoci cosa era in epoca preantibiotica e pre preservativo.

E quindi? e quindi l’omofobia è un diritto umano. Oggi, epoca in cui disponiamo di antibiotici, e antivirali e preservativi l’omosessualità maschile è epidemiologicamente devastante. Immaginate che cosa era la sifilide prima degli antibiotici? Lo sapete? E la gonorrea? E le epatiti? Esistevano e uccidevano anche prima che le si nominasse, poi herpes, clamidia, eccetera. Quindi la cosiddetta omosessualità i (in realtà asessualità omoerotica, la sessualità è solo tra maschile e femminile) creava orrore ed era rigidamente condannata. Da notare che manca la condanna per il lesbismo, molto meno dannoso, che rientra in un generico non commettere atti impuri, (e che in effetti non causa un aumento di morbilità, nè ha fatto danni epidemiologici, per cui non ne parlo mai, perché dovrei?) ma non viene condannato specificatamente. L’erotismo anale (il sesso anale non esiste, l’ano non fa parte dell’apparato riproduttivo) è condannato con uguale veemenza sia quando condotto su un uomo che su una donna, ovviamente. Il punto fondamentale è un altro. Il cervello normale istintivamente rifugge il dolore e il pericolo. Molte persone provano ripugnanza all’idea di un pene che entra in un ano sfondando le fibre dello sfintere interno ( sempre) e causando lacerazioni, sia pure piccolissime alle mucose. Quindi molte persone sono omofobe. L’omofobia deve far parte del normale diritto al pensiero libero. Deve far parte del normale diritto di parola. Abbiamo il diritto di essere omofobi nelle nostre affermazioni scientifiche, nelle nostre Chiese, leggendo i passi di San Paolo e della Bibbia e la condanna di Cristo della sodomia, abbiamo il diritto di continuare a leggere Dante, abbiamo il diritto di dirlo. Perché altrimenti con la scusa dell’omofobia, stanno distruggendo la libertà di parola, e la libertà di parola è un diritto inalienabile per cui si combatte e si muore. Il diritto alla libertà religiosa è un diritto inalienabile per cui si combatte e si muore. Supponiamo che l’omofobia sia sbagliata? La libertà di parola riguarda anche le idee sbagliate. Chiunque persegua l’omofobia sta perseguitando la libertà di pensiero, cioè è l’agente di un pensiero totalitario, e sta combattendo una repulsione naturale che preserva una popolazione da comportamenti epidemiologicamente pericolosi. Tra gli Amish e tra gli ebrei askenaziti Haredim, l’omosessualità non c’è, tutti si sposano, magari qualcuno sarà meno felice di altri, ma così è, e i loro tassi di malattie sessualmente trasmissibili sono zero. Indovinate! Senza preservativi. Quindi omofobi, alziamoci in piedi a facciamo sentire le nostre voci. Quello che le persone fanno dalla cintura in giù deve fare parte del loro privato. Molte persone omoerotiche vogliono solo vivere in pace, e hanno il diritto di farlo, esattamente come io ho il diritto di dire che se trasformano il loro amore in una amicizia virile sarà molto più salubre. Il movimento lgbt mi nega questo diritto. Il movimento lgbt, non eletto da nessuno, che non rappresenta nessuno salvo se stesso, finanziato con il denaro pubblico in una nazione dove un artificiere deve cercarsi da solo il denaro per la protesi, sta osando mettere in discussione la libertà di parola. Non lo permettiamo. Ho l’onore di appartenere a una famiglia che ha combattuto per l’Italia e contro il Fascismo. Ho lo stesso cognome di Barbara De Mari, mia antenata, che in Corsica nell’XI secolo combatteva i saraceni con l’ascia, quindi ho un’abitudine familiare al coraggio. Nei miei libri insegno il coraggio. Ho il dovere per ognuno dei ragazzi che hanno letto i miei libri, di combattere per la loro libertà di parola, per la loro libertà di pensiero, per la loro libertà religiosa.

 

Silvana De Mari

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