Il genio della modernità: Cartesio (1)

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Una vita straordinaria

Pensatore unico, per la sua intelligenza ed il suo eclettismo, Cartesio (chiamiamo così il francese Renè Descartes), nasce da nobile famiglia a La Haye, nella Touraine, nel 1596. Nella sua vita si occupa con straordinaria capacità innovativa di filosofia, matematica, geometria, fisica, fisiologia umana.

gw_descartes_portret-rene-descartes_frans-hals_1600x400È fin da subito un ragazzino molto sveglio, anche se spesso malaticcio, e viene mandato a studiare in una delle migliori scuole del tempo, il Collegio di La Fleche, tenuto dai gesuiti. Ne esce più tardi molto scontento (fatta eccezione per le materie matematiche), tanto da lamentarsi di come questa scuola, che pure era ritenuta la migliore del tempo, non gli abbia fatto imparare granché di nuovo ed anzi lo abbia portato quasi a cadere nello scetticismo.

Ecco un primo punto da tener presente: Cartesio è un filosofo nemico dello scetticismo.
Sfiduciato e scontento, ma non arrendevole, il giovane Cartesio neo-diplomato si dà da fare per capire, con le sue sole forze, se e quali siano le conoscenze che si possono guadagnare in modo certo, in modo rassicurante, “chiaro” e “distinto” (teniamo a mente questi due termini, ci aiuteranno a capire il suo discorso filosofico).

Nonostante la sua vita avventurosa, quasi sempre impegnato in campagne militari (tra l’altro partecipa alla guerra dei Trent’anni), Cartesio è il filosofo della chiarezza e della sicurezza: il suo è un animo che cerca la serenità, quella pace interiore che viene dal contatto con la verità.

Ma Cartesio è anche il filosofo della mente, dello spirito, delle illuminazioni. Delle visioni mistiche. Nel 1619, all’età di 24 anni, mentre si trova in riposo nei quartieri d’inverno dell’esercito imperiale in Baviera, viene rapito come “in un mistico rapimento” (così ci dice il Filosofo) ed ha una prima visione, folgorante, una potente intuizione di quello che sarà il cuore della sua filosofia: il metodo.

 

corrispondenza-biunivoca-tra-punti-e-coordinateIl “metodo” (poi vediamo di che cosa si tratta) viene subito applicato “alle matematiche”, con successo: all’adozione di questo nuovo metodo Cartesio attribuisce  la scoperta di una geometria analitica, sintesi geniale di calcolo algebrico e figurazione geometrica (per inciso, ricordiamo che per “matematiche“, nel Seicento, si intendono aritmetica e geometria).

Mentre approfondisce gli studi, prosegue anche i viaggi e le avventure. Munitosi di una “morale provvisoria” (anche in questo caso vedremo più avanti di che si tratta), Cartesio si lancia in una serie di viaggi per l’Europa (passa anche in Italia per sciogliere un voto al santuario di Loreto); e al ritorno, dopo aver partecipato all’assedio della fortezza ugonotta di La Rochelle, decide di abbandonare la vita militare per dedicarsi interamente agli studi.

 

René_Descartes_i_samtal_med_Sveriges_drottning,_Kristina.jpgNel 1649 compie un errore che gli si rivelerà fatale: arriva a Stoccolma, cedendo agli insistenti inviti della regina Cristina di Svezia, desiderosa di ricevere da lui lezioni di filosofia. La Regina ha curiose abitudini e chiede al Filosofo di tenere lezioni private alle cinque del mattino. Freddoloso e malaticcio, Cartesio viene colto da polmonite e muore nel 1650.

 

 

 


Opere

Cartesio fa delle scelte radicali ed innovative anche sul piano del genere letterario. La sua forma di comunicazione filosofica è nuova, dirompente per la sua chiarezza e semplicità, caratterizzata da uno stile brillante e coinvolgente, che lascia sempre trasparire una profonda sicurezza dei temi trattati. E’ un anticipatore, di quasi tutto. Si pensi solo al fatto che quando pubblica le Meditazioni metafisiche, nel 1641, fa uscire l’opera con una serie di obiezioni raccolte dai rapporti epistolari che ha tenuto con altri filosofi, alle quali risponde con puntigliosa precisione, chiarendo e difendendo le sue posizioni. Ha ideato in questo modo, una sorta di blog-filosofico, al quale idealmente tutti possono rispondere con il loro commento e la loro obiezione: e questo quattrocento anni prima dell’era dei “social network”.

Il Filosofo pubblica, nel 1637, il Discorso sul metodo, che è allo stesso tempo la narrazione del suo itinerario intellettuale ed il manifesto, redatto in francese, della rivoluzione cartesiana. Dopo questo lavoro ritorno alla lingua tecnica della filosofia, il latino, con le Meditationes de prima philosophia (1641), e Principia philosophiae (1644). Il suo ultimo lavoro, il Trattato delle passioni, fu pubblicato nel 1649.
Le altre opere furono pubblicate soltanto dopo la sua morte: il trattato Del mondo (scritto in latino nel 1634); le Regole per la direzione dello spirito (opuscolo rimasto incompiuto, scritto in latino intorno al 1628). Resta pure una corrispondenza abbondante, soprattutto le lettere alla principessa Elisabetta, sulla morale, o quelle al padre Mersenne, l’intermediario tra Cartesio ed il mondo accademico.

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Alessandro Benigni

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