Rispondi a modo tuo

 

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Rabbunì ti ricordi quando ti chiedevo che senso avesse tutto quello che c’era intorno? Com’ero giovane.

Vero?

Chiedevo a Te, che non rispondevi. Ancora non lo sapevo, che rispondi a modo tuo. Appena appena, sussurrato, che quasi non si sente. E Tu ed io anche, un po’, lo sappiamo, quanto si deve pregare, per sentire qualcosa.

Bene. Tu sai anche che mai avrei immaginato di vedere quello che vedo intorno a me oggi: che si potessero ordinare, fabbricare e vendere bambini, davvero ma davvero non avrei potuto immaginarlo.

Eppure.


Differenza tra schifo antico e recente, contemporaneo: ora lo so, Rabbunì, il senso che ha. E ti prego di aiutarmi. E di aiutarci tutti. Perché c’è da tremare. Prima di tutto perché alla fine Tu sei giusto. E in secondo luogo perché una roba così fa impallidire anche le vaccate più terribili che ho visto.

E Tu lo sai, che cosa ho visto.

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