Rabbunì, non ridere

Il-Cristo-sorridente-di-Lerins

 

Rabbuni, non ridere: ma dici che mi sbaglio se penso che la preghiera vale sempre? Quella dei bambini, quella di chi sta per vederti, quella di chi è al buio e ti cerca, quella scritta su una nota a margine di un libro in biblioteca, pensando che qualcuno la leggerà?
E quella meccanica, distratta, facendo correre in fretta i grani, mentre cammini col fiatone?
Dici che valgono i Rosari recitati con l’aiuto della vocina registrata sul telefonino?
Ma io lo so che sorridi.
Ci scommetto, che sorridi.
E chissà come sei bello, quando sorridi, Rabbuni.
Perché io penso: se valgono anche le preghiere così, scritte su un monitor che tra qualche secondo si spegne, allora vale davvero tutto.
E chissà, magari tra tante cose che si spengono, una preghiera, una volta accesa non si spegne mai.
Magari si ferma lì, incastrata tra mille venti.
Ma poi arriva.
E quando arriva, Tu l’ascolti.
E se vale davvero tutto, non è Misericordia totale questa?

 

 

Alessandro Benigni, Dicembre 2015

Annunci