Violenza domestica, violenza su donne: violenza LGBT, più che etero

Quando si parla di violenza domestica, si intende parlare di violenza dei maschi contro le donne, femminicidio, ecc.

E’ un fenomeno reale, comunque troppo diffuso, grave e deprecabile, certamente.

Ma nessuno dice (e chi sa fa finta di non sapere) che le coppie nell’ambito delle quali si registrano il maggior numero di episodi di violenza domestica sono le coppie LGBT.

E se si considera che le violenze subite dal partner dello stesso sesso sono denunciate molto di meno di quelle subite dalle donne da parte del marito o fidanzato, il divario si allarga ancora di più.

Quando il rapporto è “alla pari”, perché tra due persone dello stesso sesso, la violenza è più facile e spontanea, dicono gli esperti.

I numeri parlano fin troppo chiaro. Riportiamo qualche dato in ordine sparso.

Nel 2002 è stato rilevato che gli uomini eterosessuali vittime di qualche tipo di violenza da parte di parenti erano il 7% degli intervistati etero, contro il 39% degli omosessuali (Greenwood, G. et al. 2002. “Battering victimization among a probability-based sample of men who have sex with men,” American Journal of Public Health, 92:1964–69).

Secondo il Journal of Urban Health, pubblicato dalla New York Academy of Medicine (2007), più del 32% degli omosessuali ha dichiarato di aver subito abusi da uno o più dei partner che hanno avuto nella vita. Di questi, il 19.2% ha subito violenza fisica, il 18.5% violenza sessuale, il 20.6% violenza psicologica e verbale. La violenza è spesso correlata ad abuso di farmaci, alcol o droga o a depressione.

L’allarmante percentuale di casi di violenza è stata confermata da Finneran and Stephenson, nel 2012, che hanno rivisto 28 rapporti che indagavano sulla violenza nelle coppie gay. (Finneran, C., Stephenson, R. 2012. “Intimate Partner Violence Among Men Who Have Sex With Men: A Systematic Review,” Trauma, Violence and Abuse, 14: 168-185.)

Del 2013 è il rapporto dell’Urban Institute che rileva dati sconcertanti circa il numero di violenze subite da giovani (teenager) omosessuali e soprattutto transgender, da parte dei fidanzati. Dati confermati da associazioni LGBT e dalle indagini delle autorità giudiziarie (in America. Le indagini sono state condotte su circa 6000 studenti di scuole superiori e college di vario indirizzo e estrazione sociale, nello Stato di New York, in Pennsylvania, e in New Jersey): hanno subito violenza in occasione di un appuntamento tra fidanzati il 43% delle persone LGBT, contro il 29 % degli adolescenti eterosessuali; il 59% ha denunciato abuso psichico (contro il 46% degli etero); il 37% ha denunciato persecuzioni e minacce vie internet (contro il 26% degli etero); il 23 % violenza sessuale (contro il 12% degli etero).

Nel 2014 uno studio incrociato di 19 rapporti confermava che in quasi la metà (48%) delle coppie intervistate erano avvenuti episodi di violenza. (Buller, A. et al. 2014. “Associations between Intimate Partner Violence and Health among Men Who Have Sex with Men: A Systematic Review and Meta-Analysis.” PLOS Medicine, 11(3): e1001609. doi:10.1371/journal.pmed.1001609.)

Quanto alla violenza sulle donne, i dati più allarmanti si rilevano all’interno di relazioni lesbiche.

Anche in Italia sono sorti centri antiviolenza  tra le donne omosessuali, la cui attività per la prevenzione e lo studio del fenomeno della violenza lesbica è stata riportata anche dal Fatto Quotidiano.

La Stampa, invece,  riporta i dati della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago: una percentuale che arriva ai tre quarti delle persone LGBT è vittima di violenze domestiche. Un trend di portata ben superiore a quello descritto dal dipartimento di Giustizia Usa, in uno studio congiunto con il Center for Deasease Control, che osservando tutta la società nel suo complesso, rileva che la media delle donne che subisce violenza è del  22%  e la media degli uomini è del 7%.

Leggendo i commenti degli esperti “LGBT friendly” su dati così inquietanti,  va notato il tentativo piuttosto maldestro di dare la “colpa all’omofobia della società”, anziché al malessere esistenziale profondo (che sfocia anche nella violenza contro chi si dice di amare), di coloro che forse credono di amare davvero il compagno o la compagna (cosa che sostengono spesso anche gli uomini etero violenti in casa). Malessere esistenziale che negli omosessuali è certamente aggravato dal fatto che nel profondo sanno che il loro amore è “sbagliato” perché è contro natura.

Tratto da Lo sai

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