Soggettivo – oggettivo

Sorprendente è la natura dei fatti che viviamo. Inesistenti, secondo Nietzsche: l’unica realtà sarebbe l’interpretazione.

Eppure per ogni interpretazione occorre un dato fatto (oggetto-oggettivo) che-mi-sta-di-fronte (gegenstand, per dirla alla Husserl) da interpretare.

Quale che sia, occorre quindi distinguere il vissuto (soggettivo) dal fatto (oggettivo).

Nel dare peso ai fatti che viviamo sarebbe bene non dimenticare che il vissuto – e non l’oggettivo – è spesso ciò di cui dobbiamo essere liberati. Ciò di cui ha senso pieno chiedere liberazione.

Nessuno – in questo – può far da sé.

Il male, d’altra parte, nasce e si fortifica nella modalità con cui io – nel mio vissuto – lo percepisco, reagisco e lo affronto: ed è per questo che la preghiera “liberaci dal male”, la più autentica delle richieste d’aiuto, è anche la più umana, oltre che la più vera.

Alessandro Benigni, Note minime, Estate 2015.

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