Bufale Gender, cap. 7: “Oggi, sempre più spesso, i figli vengono concepiti fuori dal matrimonio, quindi anche gli omosessuali hanno diritto a sposarsi e ad adottare bambini”

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Tra le varie pseudo argomentazioni che i sostenitori del matrimonio same-sex ci propinano spicca senz’altro quella che suona più o meno così:

“Oggi, sempre più spesso, i figli vengono concepiti fuori dal matrimonio, ciò dimostra che il matrimonio non è vincolato alla generazione e se ne deduce che anche gli omosessuali hanno diritto a sposarsi”.

Ma anche questa è un’idea sbagliata, per diversi motivi.

Prima di tutto è intrinsecamente contraddittoria. Infatti ammette implicitamente che la generazione richiede la differenza dei sessi (i figli oggi concepiti fuori dal matrimonio richiedono pur sempre un uomo e una donna) e da questo fatto pretende poi di giustificare il matrimonio per persone dello stesso sesso, il che è evidentemente illogico.

Matrimonio o no, i bambini hanno diritto ad un padre e una madre e siccome il matrimonio comporta la possibilità di generare e/o di adottare, per entrambi i motivi le persone dello stesso sesso non hanno diritto a questo tipo di unione giuridica (da una parte non possono generare e dall’altra non possono adottare perché annullerebbero il diritto del bambino ad avere un padre e una madre).

Il fatto è che il matrimonio non è un istituto giuridico che obbliga a generare, ma si propone casomai lo scopo di proteggere e garantire la generazione degli individui. Quindi se da una parte è legittimo che qualcuno non voglia avvalersi di questo strumento di garanzia e di protezione, per sua libera scelta, dall’altra non si vede per quali motivi, a partire dal fatto che non tutti sono figli di persone sposate, possano sposarsi uomini con uomini o donne con donne.
Per giustificare la teoria del matrimonio same-sex, in altre parole, si dovrebbe logicamente prima escludere che il matrimonio abbia lo scopo giuridico e socialmente condiviso di regolare e proteggere la coppia generante e gli eventuali figli.

A me pare che ci troviamo qui ad una forma di fallacia logica simile a quella chiamata “Negazione dell’antecedente” (o “falso antecedente), in cui dalla negazione di una premessa si giunge a negare la conclusione:

(a) Se i figli vengono generati fuori dal matrimonio, allora non hanno bisogno del matrimonio per essere generati.
(b) Ma i figli vengono generati fuori dal matrimonio, “dunque” il matrimonio non serve alla generazione dei figli.

(E da ciò conseguirebbe che tutti possono sposarsi?)

È un argomento fallace in quanto (a) non determina (b): il senso, la ragione, l’utilità sociale del matrimonio non dipende dal fatto che le persone decidano di sposarsi o meno e/o di generare figli senza essere sposati.

Dunque vanno senz’altro rispedite al mittente pseudo – tesi come questa:

“Nella società contemporanea è sempre maggiore il numero dei figli che viene concepito fuori dal matrimonio quindi non si può più sostenere che il matrimonio è ancora funzionale alla perpetuazione delle nuove generazioni, a fondamento della società”.

Infatti:

1) Prima di tutto non consegue logicamente dalla premessa A (“oggigiorno molti figli vengono concepito fuori dal matrimonio”) la deduzione B (“quindi gli omosessuali possono sposarsi”): “non sequitur”. Sono due concetti totalmente slegati fra loro e non si vede in base a quale principio sia proprio questa (“…allora anche gli omosessuali hanno diritto a sposarsi”) la conclusione: per esempio, potremmo logicamente concludere che allora anche le coppie non sposate (semplicemente conviventi) che hanno dei figli devono essere sostenute in qualche modo dalla società (proprio in quanto hanno dei figli)

2) In secondo luogo, sfugge per l’ennesima volta che *anche* quando i figli vengono concepiti fuori dal matrimonio, nella maggior parte dei casi si tratta comunque di coppie che hanno una forma di legame stabile e socialmente riconosciuto (convivenza) e *soprattutto* in nessun caso questo comporta la negazione ai figli dei loro diritti primari, come quello di avere un padre e una madre.
Dentro o fuori dal matrimonio che siano.

Inoltre si deve ricordare che non sempre i figli nascono fuori dal matrimonio per scelta. Spesso la coppia è in attesa di un divorzio, che può presentare anche tempi lunghi. Ora, fondare la pretesa al matrimonio omosessuale su questo elemento di fatto significa far discendere una norma da una situazione accidentale e necessitata. Un controsenso morale, la cui formula è: “giustifichiamo per legge un comportamento solo per il fatto che avviene”.

3) In terzo luogo si dimentica ancora una volta che è del tutto schizofrenico e paradossale sostenere che il matrimonio non ha alcuna funzione sociale legata alla generazione o all’adozione dei figli e poi però parallelamente pretendere il diritto a contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso, proprio là dove per natura i figli non possono esserci e necessariamente si possono ottenere solo con l’adozione o altri trucchi che rendono i bambini orfani di uno dei due genitori ancor prima di nascere. Quindi: negare che il matrimonio sia legato alla generazione poi però pretendere il matrimonio per adottare bambini.

In generale, è la forma del ragionamento che – come sempre – è distorta: “siccome abbiamo dei casi non ottimali (convivenza a legame debole rispetto a matrimonio a legame forte), *allora* peggioriamo ulteriormente la situazione rendendo possibile il sacrificio di massa dei bambini adottati nelle coppie omosessuali, dove sempre manca o il padre o la madre”.

Logico.

Alessandro Benigni

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