L’eterologa nasce da una finzione

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di Marco Politi | 10 settembre 2014
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Suscita interrogativi la corsa all’eterologa delle Regioni senza una legge del Parlamento. Quando la Corte costituzionale dichiarò illegittima la legge elettorale, lasciò giustamente al Parlamento di riscriverla. Egualmente dovrebbe essere riservato ai rappresentanti del popolo di legiferare sui temi bioetici. Troppi sintomi di improvvisazione stanno investendo la definizione dei rapporti familiari.La sentenza con cui il Tribunale dei Minori di Roma ha concesso l’adozione di una bimba alla convivente della madre è un altro di questi. Non sta giuridicamente né in cielo né in terra. La bimba ha una madre, non era in stato di abbandono o disagio sociale e nulla impediva il rapporto affettivo tra lei e la partner della madre. Ora, poiché papa Francesco ha cessato le interferenze della Chiesa in campo legislativo dovrebbe esserci per tutti libertà di analizzare laicamente i problemi.
Uno Stato e una società non possono muoversi senza un quadro di valori, frutto di un comune ragionare. Valori-guida sostanziano le leggi sul lavoro, sul paesaggio, sulle minoranze linguistiche, sulla proprietà, sull’impresa: sarebbe paradossale che la legislazione sulla famiglia fosse lasciata auna ingegneria priva di chiarezza su ciò che conta. Qui non parliamo della famiglia del Mulino bianco, ma della fisionomia di un organismo che storicamente gioca e continua a giocare un ruolo fondamentale nella società. Ciò che si avverte a pelle è una tendenza al livellamento per cui tutto – secondo un pensiero unico – deve essere “uguale” a tutto. Ideologicamente. Non perché lo sia nella realtà.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/10/leterologa-nasce-da-una-finzione/1115099/
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