Le differenze psicologiche (e quindi relazionali) tra uomo e donna? 7 contributi contro la teoria “no differences”

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Contributo n. 1

Sebbene oggi sia particolarmente deprecato parlare di differenze tra uomini e donne, questo accade ancora oggi e anche con una certa frequenza. Come afferma Vivien Burr, psicologa sociale, tutti noi, anche senza volerlo, categorizziamo continuamente artefatti, abbigliamenti, modi di scrivere, espressioni verbali come maschili o femminili (Burr 1998).
E’ necessario prendere in considerazione varie discipline quando si parla di differenze di genere. Spesso i confini tra alcune discipline sono sfocati, ad esempio, la psicologia si serve di argomenti biologici o neurofisiologici per argomentare alcune tesi, tuttavia, la distinzione tra le varie discipline si rende necessaria per operare alcune distinzioni.
  1. Differenze biologiche: in queste discipline è preferibile parlare di “sesso” piuttosto che di genere. Essere maschio o femmina è determinato dalla presenza della coppia di cromosomi rispettivamente, XY e XX. Questi determinano differenze nel fenotipo maschile e femminile. Il testosterone, l’ormone sessuale relativo all’espressione del fenotipo maschile, è associato a comportamenti aggressivi, ed è maggiormente presente, ovviamente, negli uomini, rispetto alle donne.

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E’ importante distinguere, a livello metodologico dunque le differenze direttamente definite a livello biologico, e che sono fortemente influenzate dai aspetti biologici,da quelle psicosociali e da quelle culturali.
  1. Differenze psicosociali: è nell’ambito psicosociale, che si può parlare propriamente di genere, come serie di identità di genere, maschili e femminili, correlate a modelli di relazione, ruoli aspettative, rappresentazioni sociali, vincoli ed opportunità diverse. Se quindi in biologia si predilige soprattutto l’aspetto corporeo in quanto variabile in ordine a caratteristiche biologiche, il corpo, in psicologia diventa sede di molteplici significati attribuiti dalle persone. E’ possibile parlare di una sorta di semantica del corpo (Tassan 2005), in riferimento alla concezione che queste scienze hanno del corpo. Sono diversi gli studi psicologici che delineano differenze di genere. Alcune di queste sono molto generali, interculturali, mentre altre sono più specifiche, delimitate da alcuni contesti precisi. Presenterò in questa sezione alcune differenze di genere, alcune di queste, come si può notare, sono più legate a fattori biologici, altre meno, tuttavia non è argomento di questo scritto mostrare quali siano i limiti e i vantaggi dei vari approcci allo studio delle differenze di genere affermando, semplicemente che queste discipline sono relazionate tra di loro e di come sia necessario, per chi studia l’uomo (sia nei suoi aspetti culturali, psicologici, sociali), un approccio interdisciplinare. Premettendo che non esistono differenze assolute tra uomo e donna ma solamente alcune tendenze al comportamento (probabilmente di origine culturale e non biologica), quali sono secondo la ricerca psicosociale le principali differenze di genere?

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1. Uomini e donne utilizzano diversi linguaggi del corpo
2. Nel conversare si esprimono differenze delle quali non sempre si è consapevoli a livello conscio (Swann 1992)
3. Nei gruppi misti gli uomini tendono a intervenire di più con affermazioni e richieste dirette e a interrompere di più gli interlocutori. Le donne, invece, tendono a essere interrotte, a formulare richieste indirette e a sostenere maggiormente la conversazione degli interlocutori con domande o espressioni paraverbali
4. Hanno grafie diverse, sembrano però non esistere studi al riguardo, tuttavia spesso categorizziamo alcune grafie come tipicamente maschili o femminili.
5. Sottolineiamo continuamente la nostra appartenenza sessuale nella scelta degli oggetti anche quando questa sottolineatura non sembrerebbe avere ragioni concrete (es. bottoni in un vestito, grandezza dell’orologio)
6.Capacità verbale: nel corso della crescita le ragazze acquistano una competenza verbalemaggiore rispetto ai ragazzi, rilevabile1 mediante prove di fluidità, di comprensione, di scrittura verbale
7. Capacità visuospaziale: i test psicologici rilevano una maggiore capacità visuospaziale negli individui di sesso maschile
8. Capacità matematiche: anche in questo caso i maschi hanno mediamente maggiori capacità. Questa differenza è parzialmente determinata dalle migliori capacità visuospaziali nei maschi
9. Aggressività: mediamente, gli uomini sono più aggressivi delle donne, questo è un aspetto comportamentale che ha un nesso biologico forte, è la presenza di testosterone (ormone sessuale maschile) a determinare un maggior grado di comportamenti aggressivi. Inoltre considerando solo gli uomini la presenza di testosterone è correlata a un maggior numero sia di comportamenti aggressivi che di comportamenti sessuali
10: Rischio: le donne sono più avverse al rischio rispetto agli uomini [Rumiati et al. 2009]
11: Negoziazione: le donne hanno generalmente obiettivi meno ambiziosi e attuano maggiormente la negoziazione integrativa [Rumiati et al. 2009]
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  1. Differenze culturali: mentre la psicologia e la biologia, dunque le analisi derivate da questo tipo di discipline esistono relativamente da poco tempo (1879 per la psicologia XIX secolo per la biologia moderna2), la cultura esiste da sempre, mentre lo studio della cultura è relativamente recente3. Tuttavia, quando si parla di cultura, si parla di un concetto che è stato variamente interpretato nella storia, Kroeber e Kluckhorn nel 1952, avevano già raccolto ben 164 definizioni di cultura.
    Una definizione di cultura che ha cambiato radicalmente il concetto di cultura è la definizione di Edward Burnett Tylor, scritta in apertura al suo testo Primitive Culture (1871): “la cultura, o civiltà, intesa nel suo più ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze l’arte , la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”, la definizione di Tylor è una definizione onnicomprensiva e spezza decisamente con la precedente concezione di cultura, ovvero, la concezione della cultura dotta.

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Il passo è molto più ampio di quello che potrebbe sembrare in un primo momento: è solo a partire da questa definizione che si comincia a porre l’attenzione sugli aspetti non scritti, diventano culture anche quelle prive di scrittura.

Dunque quando si parla di differenze culturali, si considerano una grandissima quantità di aspetti. La cultura non cambia solamente di contesto in contesto, ma anche in base ai vari periodi storici, mediante le fratture di civiltà, pensate da Hungtinton (civiltà e cultura per Tylor sono sinonimi) L’analisi di contesto, considererà una molteplicità di contesti, passati e futuri, più o meno specifici soffermandosi in parte sul concetto di culture organizzative, sottoculture organizzative, controculture organizzative, e sui significati attribuiti al genere nella condizione lavorativa odierna. (http://www.igorvitale.org/)

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Contributo n. 2

Non è un caso se si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere: in effetti più o meno è questa la distanza “psicologica” che c’è tra di loro, e che incide anche nelle relazioni personali. Lo conferma uno studio recente.
Qualcuno ogni tanto dice il contrario: cioè che uomini e donne alla finesono uguali. E invece pare proprio di no. Davvero si potrebbe dire che gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere. Perchè, al di là di quello che simbolicamente rappresentano questi due pianeti, quello che conta in questo caso è la distanza. La conferma viene da uno studio del dottor Paul Irwing, dell’Università di Manchester: “The Distance Between Mars and Venus: Measuring Global Sex Differences in Personality”. Pubblicato dalla rivista Public Library of Sciences.
Condotto su un campione significativo, di 10mila americani, ribadisce come ogni genere (quindi gli uomini e le donne) abbia delle proprie caratteristiche specifiche. Certo, guardando i singoli aspetti (o tratti, per utilizzare un termine della psicologia) non ci sono differenze ma quando si fa la somma, ecco allora che il risultato prende forma diverse. Vale a dire che le differenze, tra uomo e donna, aumentano in modo significativo se invece di misurare un tratto alla volta si considerano tutte le variabili insime.
E quindi, in cosa siamo così diversi? Le donne sono più sensibili, sanno esprimere più calore e vivacità ma anche più apprensione e sono meno sicure di sè. Gli uomini invece sono più stabili emotivamente, più dominanti, legati alle regole e all’autorità ma anche hanno meno fiducia nella vita, sono più sospettosi ma anche disinibiti. Ci sono degli aspetti però equamente distribuiti: perfezionismo, vitalità, tendenza all’astrazione non vedono differenze tra i sessi.

Contributo n. 3

Un affascinante nuovo studio sul cervello fatto su 949 giovani ha trovato che le differenze di genere tra la connettività del cervello degli uomini e quella delle donne sono piuttosto suggestive (Ingalhalikar et al., 2013).
Queste diverse connettività cerebrali aiutano a spiegare alcune delle classiche differenze psicologiche tra uomini e donne.
Lo studio ha usato tecniche di brain imaging che rilevano le funzioni cerebrali in vivo, permettendo di osservare cosa accade nel cervello quando si è impegnati in qualche azione, o sottoposti a stimoli percettivi. Si è scoperto così più nel dettaglio le grandi differenze tra cervelli maschili e femminili.
Dai 428 maschi nello studio, i ricercatori hanno scoperto che i collegamenti nel cervello degli uomini sono più sviluppati tra la parte anteriore e la parte posteriore, all’interno della stessa metà del cervello.
Questo può aiutare a spiegare il vantaggio degli uomini nelle abilità motorie e spaziali rispetto alle donne, in quanto le connessioni anteriori-posteriori che regolano le azioni sono più sviluppate (questo spiegherebbe perché gli uomini sanno posteggiare meglio delle donne…o no?). Aspetto le proteste del gentil sesso!
Nel cervello delle 521 donne dello studio, i ricercatori hanno invece notato più connessioni globali tra i due emisferi del cervello.
Questo può aiutare a spiegare la migliore memoria e le abilità sociali migliori delle donne, gli autori sostengono, che la migliore comunicazione tra le due metà del cervello aiuta l’intuizione e l’analisi dei problemi. Si può affermare quindi tranquillamente che le donne sono nettamente più multitasking degli uomini.
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Le differenze del cervello emergono a 13 anni
I partecipanti allo studio avevano un’età compresa tra gli 8 e i 22 anni di età, visto che i ricercatori stavano cercando indizi su come il cervello si sviluppa.
Hanno trovato che c’erano poche differenze tra maschi e femmine prima dei 13 anni di età, dopo però i diversi modelli di connettività cerebrale cambiano e durante la pubertà si fanno più marcati.
Uno degli autori dello studio, Ruben Gur ha commentato:
“E ‘abbastanza impressionante come il cervello di uomini e donne siano davvero così complementari. Le mappe dettagliate delle connessioni del cervello non solo aiuteranno a capire meglio le differenze tra come uomini e donne pensano, ma servirà anche a darci un quadro più chiaro sulle origini di disturbi neurologici, che spesso sono correlati al sesso”.
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Connettività dei cervelli nei diversi sessi

Image credit: Ragini Verma, Ph.D., Atti della National Academy of Sciences
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Contributo n. 4

Si riducono a quindici, sostanziali, le differenze tra il genere femminile e quello maschile. Marco Del Giudice, psicologo dell’università di Torino, che ha condotto lo studio pubblicato poi sulla rivista Public Library of Sciences che lo scarto fra i due sessi esiste, eccome. «L’idea che ci siano solo piccole differenze di personalità fra uomini e donne va ripensata perché è basata su metodi inadeguati». La ricerca è stata condotta da Del Giudice con due colleghi della Manchester Business School su un campione di 10 mila americani su 15 diversi tratti della personalità. La discrepanza maggiore riguarda la sensibilità, tradizionale dominio femminile. Le donne registrano valori molto alti anche per quanto riguarda il calore e l’apprensione, mentre gli uomini si distinguono per equilibrio emotivo, coscienziosità e tendenza alla dominanza. Ecco nel dettaglio le differenze Uomini a) Equilibrio e capacità di adattarsi agli alti e bassi della vita quotidiana sono i punti forti del carattere maschile. b) La tendenza al dominio è uno dei tratti della personalità più spiccato dei maschi, in generale più aggressivi e competitivi delle donne. c) Coscienziosità. d) Socialità, audacia sociale e un carattere più disinibito sono più maschili. Le donne sono considerate più timide. e) Vigilanza che può essere anche tradotta con diffidenza e sospettosità. f) Discrezione. La tendenza a farsi coinvolgere nelle situazioni emotive altrui è più una caratteristica femminile. g) Gli uomini sono più flessibili delle donne rispetto ai cambiamenti. h) Perfezionismo. Contrariamente al luogo comune non è una caratteristica delle donne. Donne a) Calore. Le donne sono più attente agli altri e meno riservate. b) Vivacità, allegria, entusiasmo e spontaneità sono più componenti femminili che maschili. c) Sensibilità, intuito e attenzione per i sentimenti altrui sono i tratti in cui la differenza tra i sessi è più netta. In questo campo le donne primeggiano. e) Le donne sono più apprensive e ansiose. Inoltre sono più inclini ai sensi di colpa. f) Le donne a differenza di quanto si pensa comunemente hanno più fiducia in se stesse degli uomini. g) Il genere femminile sente di più la tensione. Sono più impazienti e facili prede delle frustrazioni.
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Contributo n. 5

Le 15 differenze tra uomo e donna

Uno studio italiano uscito su “Public Library of Sciences” mostra che lo scarto fra i sessi esiste. Condotto su un campione di 10 mila persone ne descrive le caratteristiche della personalità. La maggiore discrepanza riguarda sensibilità, calore e apprensione

DAI TEMPI di Darwin, il dibattito non si è mai sopito. Uomini e donne sono sottoposti a pressioni evolutive diverse e a separare i due sessi c’è un solco profondo, sosteneva il naturalista. Tesi smussata in tempi recenti. Nel tentativo di raggiungere posizioni politically correct, infatti, negli ultimi anni ci si è dati da fare per sfumare le differenze e declassare al rango di boutade la tesi secondo cui le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte.
A riportare i due pianeti alla giusta distanza ci pensa ora uno studio italiano. Marco Del Giudice, psicologo dell’università di Torino, scrive sulla rivista Public Library of Sciences che lo scarto fra i due sessi esiste, eccome. “L’idea che ci siano solo piccole differenze di personalità fra uomini e donne va ripensata perché è basata su metodi inadeguati”.
La ricerca è stata condotta da Del Giudice con due colleghi della Manchester Business School su un campione di 10mila americani su 15 diversi tratti della personalità. La discrepanza maggiore riguarda la sensibilità, tradizionale dominio femminile. Le donne registrano valori molto alti anche per quanto riguarda il calore e l’apprensione, mentre gli uomini si distinguono per equilibrio emotivo, coscienziosità e tendenza alla dominanza. Perfezionismo, vitalità e tendenza all’astrazione vedono invece la quasi totale parità fra i sessi. “I maschi – spiega Del Giudice – si descrivono come più stabili emotivamente, più dominanti, più legati alle regole e meno fiduciosi, mentre le femmine si vedono come più calde emotivamente, meno sicure di sé e più sensibili”.
La ricerca torinese ribalta quello che era considerato l’ultimo grido in fatto di studi sui rapporti fra uomini e donne. Dall’università del Wisconsin nel 2005 la ricercatrice Janet Shibley Hyde aveva infatti scritto in maniera molto assertiva che “maschi e femmine sono uguali, fatta eccezione per piccole variabili psicologiche”. Le teoria dei due mondi separati “domina i mezzi di comunicazione popolare”.
Ma va contraddetta perché “ha costi molto pesanti sia sul posto di lavoro che dal punto di vista delle relazioni interpersonali”. La ricercatrice se la prende in particolare con il libro di John Gray del 1992 “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”, che 6 anni fa aveva venduto già 30 milioni di copie ed era stato tradotto in 40 lingue, e con quello di Deborah Tannen “Perché non mi capisci?” secondo cui i due sessi hanno modi di parlare completamente diversi fra loro.
Mentre per quanto riguarda la sessualità o i criteri di scelta del partner c’è accordo sul solco che divide uomini e donne, l’analisi dei tratti della personalità è sempre stato terreno di contesa. “I nostri dati ribaltano la concezione secondo cui le differenze di genere nella personalità sono trascurabili” spiega oggi Del Giudice. “A differenza di altri studi, noi abbiamo studiato le caratteristiche dei due sessi in modo più preciso. E abbiamo osservato che le differenze aumentano nettamente se invece di misurare un tratto alla volta si prendono in considerazione tutte le variabili insieme”.
Il risultato, aggiunge lo psicologo torinese, è che “i profili di personalità tipici dei maschi e delle femmine si sovrappongono solo per il 10-20 per cento. Si tratta di una differenza di grandi dimensioni, anche se ovviamente parliamo di profili statistici che non descrivono le singole persone e lasciano spazio alle eccezioni”. (05 gennaio 2012) – fonte http://www.repubblica.it/scienze
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Contributo n. 6

Altre evidenti, profonde differenze …. http://www.rinascimento-idea.net/valore-donna/differenze.pdf

Neuro-Psicologia e differenze di genere. Romeo Lucioni – Leticia Lucioni – Nessuno mette in dubbio le differenze strutturali tra maschio e femmina del genere Homo-sapiens, ma risulta sicuramente molto difficile definirle e dimostrarle, soprattutto nel campo della psicologia e della psicoanalisi. Queste differenze potrebbero avere una origine genetica, ma non vanno minimizzate le cause ormonali (già all’ottava settimana di gestazione il cervello del bambino riceve una valanga di testosterone, mentre nella bambina arrivano gli estrogeni) e quelle ambientali e relazionali. Nell’ambito neuroanatomico sono state segnalate diversità importanti come: (leggi qui)

E anche: http://www.corriereuniv.it/cms/2013/12/il-cervello-si-comporta-in-due-modi-diversi-spiegate-le-differenze-tra-uomini-e-donne/

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bimbini

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Contributo n. 7

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Il cervello si comporta in due modi diversi. Spiegate le differenze tra uomini e donne

(dicembre 4th, 2013)

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L’uomo sa leggere le mappe e la donna è capace di fare molte cose contemporaneamente. I soliti stereotipi? Stavolta no; è il risultato di una ricerca scientifica. Gli esperti dell’Università della Pennsylvania hanno scoperto che il cervello maschile e quello femminile hanno due funzionamenti differenti, il che spiegherebbe le predisposizioni degli uni e delle altre.

Si tratta del più vasto studio condotto in materia: 949 persone (521 donne e 428 maschi) di varie età, i cui cervelli sono stati scannerizzati con il tensore di diffusione, una tecnica di risonanza magnetica che segue le molecole d’acqua nel tessuto biologico. Il risultato è una sorta di mappa delle sinapsi e della loro connettività.

Secondo i dati raccolti dai ricercatori statunitensi, nel cervello maschile le connessioni corrono dalla fronte alla nuca lungo lo stesso emisfero (tranne che nel cervelletto), mentre in quello femminile le connessioni sono trasversali e vanno dall’emisfero destro (legato all’intuizione) a quello sinistro (legato al pensiero logico).

Che cosa significa? Che le donne sono brave nel multitasking, ovvero nel fare più cose insieme, sono più intuitive, dimostrano maggiore empatia. Mentre i maschi eccellono nelle attività motorie, dove si impiegano i muscoli, e sono più capaci ad analizzare lo spazio, a orientarsi e a capire le mappe.

Differenze indubbiamente legate al sesso dei soggetti: prima dei 13 anni, infatti, il cervello maschile e quello femminile si comportano pressoché allo stesso modo e solo con il sopraggiungere degli ormoni sessuali le differenze cominciano a notarsi.

Ma non si tratta del primo studio a motivare scientificamente i diversi comportamenti di uomini e donne. Pochi mesi fa, ad esempio, l’Università di Zurigo aveva analizzato le diverse reazioni all’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore. Se il maschio si eccita sessualmente, la femmina diventa più calma e socievole.

Altri Atenei americani, invece, come la Columbia e quello della Florida del Sud, hanno dimostrato come le donne siano più suscettibili ai cambiamenti d’umore e all’ansia, ma anche più predisposte alla felicità rispetto ai maschi, sia per la connettività tra i due emisferi, sia per l’azione di un gene specifico, detto MaoA, che negli uomini non provoca lo stesso effetto contentezza.

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cervello donna

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