Annegati dalle lacrime insulse del piagnisteo permanente, strumentale e militante

spaccavetri

Francesco Natale

Mettiamo subito un paio di cosette in chiaro: il nostro “prossimo”, specie se “migrante”, spesso e volentieri fa schifo. E’ insopportabile, abissalmente diverso, incompatibile, laido, lurido, rumoroso, molesto, irriformabile, ineducabile, inadeguabile al nostro modello sociale ed al nostro stile di vita. Pur tenendo conto di numerose e significative eccezioni, è spesso e volentieri incline, per cultura di appartenenza, per contingenze legate alle esperienze personali, per il cazzo che volete, a delinquere in solitaria o concorsualmente. Per il “demi-monde” in cui solitamente è già abituato a vivere in patria e che puntualmente si ricrea, come un microclima, nella “sua” terra d’adozione, magari debitamente coadiuvato da valenti “volontari” di ONG/ONLUS, che orbitano attorno ai CPT come faine attorno ai pollai, pronti a fornirgli notevoli rudimenti giuridici, egli sviluppa una conoscenza specifica a proprio vantaggio delle smagliature pazzesche del nostro sistema giudiziario/repressivo ben superiore a quella dello studente medio di giurisprudenza…

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