Prova ontologica (Sant’Anselmo d’Aosta)

sant'anselmo d'aosta

Anche lo stolto si deve convincere che almeno nell’intelletto c’è qualcosa di cui non si può pensare il maggiore, dal momento che, udendo questo, lo intende, e che tutto ciò che si intende è nell’intelletto. Ma se esiste anche solo nell’intelletto, si può pensare come esistente anche nella realtà: il che è qualche cosa di più. Se quindi l’essere di cui non si può pensare il maggiore è nel solo intelletto, questo stesso essere di cui non si può pensare il maggiore sarebbe anche quello di cui si può pensare il maggiore: ma questo è contraddittorio. Perciò senza dubbio esiste un essere di cui non si può pensare il maggiore, ed esiste nell’ordine intellettuale e nell’ordine reale. […] Dio è l’ente di cui non si può pensare il maggiore. Chi bene intende questo, intende anche che Dio è tale che non può neppure essere pensato come non esistente. Chi perciò ha capito che Dio è così, non può neppure pensare che egli non esista. (Anselmo d’Aosta, Proslogion )

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