Tuffo nella follia

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Per quello che vedo, la moda del momento è negare l’evidenza, sbriciolare la ragione.

Votarsi alla follia.

Ma se si viene a negare l’idea di universalità e di necessità della ragione si giunge alla conseguente liquidazione dell’idea stessa di verità, quindi quella di Bene: da qui in poi tutto è possibile, orrore compreso. Ormai è capillarmente diffusa, fin nell’inconscio collettivo, l’idea che in fondo non esistono verità universali, valide al di fuori dell’epoca storica e della società che le ha prodotte. Peccato che il solo ipotizzare una realtà del genere sia un’autofagia irrisolvibile. E’ come se si affermasse: “è vero che non esiste alcuna verità”.
L’incoerenza – folle –  del nostro tempo è quella di pretendere di fondare una rivoluzione antropologica votata al Nulla – e che porta al nulla la stessa concezione di uomo – su una pretesa di verità che – negando il concetto stesso di verità – è in sé profondamente malata.
Mala tempora currunt.

Alessandro Benigni, Note minime.

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