Übermensch – (l’uomo che verrà)

Ecco l’uomo.
Ecco l’uomo che verrà.
Quello che oggi stiamo costruendo.
L’uomo del futuro: l’ombra si staglia sul tappeto del salotto, tra un sacchetto di patatine e un paio di monitor semi spenti.
Ricurvo su se stesso.
L’uomo del futuro è ricurvo su se stesso.
Prima ora di lezione: masturbazione assistita,
Seconda ora: come pisciare da vera signora.
Ricurvi su se stessi.
Incapaci di esprimersi se non a monosillabi. A fatica.
Sempre chini sul proprio ombelico, per essere certi che qualcosa lì sotto non stia cambiando.
Magari nella pausa pranzo, dopo la mensa.
D’altronde, panta rei: perché no.
Ricurvi ed ipnotizzati dalla pubblicità.
Le lucine lampeggianti nelle scarpe: un altolà all’investitore ubriaco.
Questione di Legge 626.
I titoli al sicuro, in Banca.
I figli di fronte alla Televisione.
Ipnotizzati da una carovana di cose che non servono, fatte apposta per deprivare quel poco d’identità che si può costruire con gli avanzi della cultura precedente.
Deformi, incapaci di relazionarsi.
Fisicamente educati a prenderla nel culo
come se fosse normale
come se fosse un atto di libertà.
Finirà anche l’epoca dello scrivere.
(Quella del leggere è già finita da un pezzo)
Le Neuroscienze, i tribunali della nuova Ragione, porteranno finalmente sugli schermi delle TEP sempre più accurate: vedremo nei fotogrammi che nel cervello non c’è Coscienza.
Finalmente liberi da ogni responsabilità
potremo acquistare in santa pace giacconi fuori misura in finta pelle
per la dura estate che sta arrivando.
Potremo correre dietro ai nostri figli
vagando come insetti impazziti nei Centri Commerciali
aperti solo alla Domenica
comunicheremo con piccole antenne wi fi che ci saranno cresciute in fronte
i messaggi direttamente controllati dal Server
attentamente riscritti prima di finire nella cartella Posta Inviata.
non si sa mai.
Silenzio: il Grande Fratello ascolta.
E saremo lì, a guardare gli oltre-uomini del futuro
con la bocca aperta
spalancata, come gli occhi.
E loro con una mano perenne nelle mutande
e l’altra sul joystick della nuova Playstation
Ragazzini-e tutti uguali, capelli di plastica dai mille colori
e microscopiche fiche fatte a mo’ di cazzo, e viceversa.
Solo un trucco leggero, un po’ di matita sotto gli occhi
Le istruzioni per l’uso al posto del cervello.

C’è chi spera in un nuovo diluvio universale.

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Alessandro Benigni, Ontologismi IV

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